MotoGP, analisi differenti: le parole di Marquez e Bezzecchi dopo l’incidente

Icona Autore Niccolò Di Leo
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Marco Bezzecchi

Marco Bezzecchi (Shutterstock)

Il contatto tra Marc Marquez e Marco Bezzecchi nella Sprint Race del Qatar continua a far discutere, dividendo tifosi, addetti ai lavori e i diretti protagonisti. Mentre la Race Direction ha archiviato l’episodio senza comminare alcuna sanzione, giudicando regolare il movimento del pilota spagnolo, le parole dei piloti nel post-gara offrono due letture opposte della dinamica che è costata all’alfiere dell’Aprilia la possibilità di lottare per la vittoria.

L’analisi di Bezzecchi: “Non ha senso fare polemica”

Marco Bezzecchi ha scelto la via della lucidità e della neutralità, evitando polemiche di fare delle polemiche sterili, esprimendo comunque del rammarico per come è finita la sua gara:

“Sono dispiaciuto per quanto è successo, però alla fine siamo ancora durante il weekend di gara. È inutile stare a rimuginare più di tanto. Bisogna cercare di mettersi a lavorare e sistemare tutto per domani. Io ho cercato di fare la mia linea. Ho visto che Marc è andato un po’ largo e ho fatto la mia linea. Però poi è arrivato il contatto e alla fine quello che si è trovato per terra ero io. Io non posso sapere come abbiano ragionato nello Stewart Panel perché sarebbe uno spreco di tempo e di energie per me. Perché alla fine la decisione è stata quella e io devo solamente rispettarla e cercare di sistemarmi per domani. Arrabbiarsi, fare polemica o fare chissà cosa non cambierebbe niente. Alla fine voi avete le immagini, ognuno può giudicarle un po’ come vuole dal suo punto di vista”.

Bezzecchi ha poi analizzato la sua manovra:: “Io sicuramente, anche un po’ per le caratteristiche della nostra moto nelle percorrenze, riesco a stare un po’ più stretto. Questo lo si è visto un po’ per tutto il weekend. Poi, alla fine, c’è stata un po’ di bagarre. Io sono riuscito a prendergli un po’ di scia e a stargli vicino. Ho visto che ha staccato molto forte e sapevo che avrebbe allungato un po’ la traiettoria, quindi ho cercato semplicemente di fare la mia linea. Onestamente, durante la curva, non lo vedevo neanche perché avevo la testa piegata verso l’interno. A un certo punto ho sentito una bottarella e mi sono ritrovato per terra”.

Marquez si difende: “Ero davanti io, non ho fatto nulla di strano”

Dal canto suo, Marc Marquez ha replicato alle accuse, ribadendo la regolarità della propria traiettoria e sottolineando come la dinamica rientri nel suo classico modo di fare curva:

“Bezzecchi? Non lo so, ero davanti, non ho fatto nulla di strano in quella curva. Sicuramente Bez penso che fosse mezzo secondo più veloce di me al giro, non lo so, si aspettava di passarmi lì all’interno. Io alla 1 stacco tardi, vado lungo, torno, faccio pickup e se guardate dall’elicottero è sempre uguale, sia da solo che con altri. Guardate tutta la gara, curva 1 dall’elicottero e vedrai che ogni giro faccio lo stesso, in quel punto quando sono andato dentro a cercare il cordolo per fare il pickup, ho visto che c’era una moto dentro e ho sollevato forte”.

Il #93 ha poi concluso focalizzandosi sulla gestione del rischio e sul passo del rivale: “Io sono quello che cerca di non fare contatti perché sono in una posizione migliore in campionato. Quello che arriva da dietro sa com’è la situazione. Se il contatto c’è stato? Sì. Si è aperto tutto il mio airbag, un incidente molto simile a quello dell’Indonesia secondo me. Lui va fortissimo, mostra una percorrenza dove va mezzo secondo più veloce di tutti, e noi non possiamo andare così”.