MotoGP, in Indonesia vince Marquez: Aprilia regala la vittoria a Ducati

Icona Autore Niccolò Di Leo
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Marc Marquez

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Marc Marquez vince una Sprint Race folle a Mandalika: sul tracciato indonesiano va in scena un sabato surreale e ricco di colpi di scena, con il pilota spagnolo della Ducati che approfitta del caos iniziale e dei disastri altrui per artigliare un successo rocambolesco. Sul podio salgono un ottimo Ai Ogura e Fabio Di Giannantonio, mentre la gara perde subito i suoi due grandi favoriti e vede Jorge Martin sprecare tutto nel finale.

Il racconto della gara

L’avvio della Sprint è da brividi. Marco Bezzecchi parte fortissimo e si difende dall’attacco del poleman Raul Fernandez, ma alla staccata di Curva 1 l’inserimento aggressivo di Marc Marquez all’interno crea l’effetto domino: i due piloti Aprilia vengono spinti larghi, si toccano e finiscono entrambi nella ghiaia. Ad approfittare del caos è Jorge Martin, che eredita il comando della corsa davanti a Márquez, mentre alle loro spalle sfilano Ogura, Di Giannantonio e Pedro Acosta.

Nei primi giri Martin prova la fuga e accumula un tesoretto di circa 1,6 secondi su Marquez, il quale fatica a tenere il passo del connazionale e deve guardarsi dalle carene minacciose di Ogura e “Diggia”, arrivati a risucchiargli il margine sotto il secondo.

A cinque tornate dal termine la gara prende una piega inattesa. Martin, nettamente al comando, rallenta visibilmente e lascia passare Marquez: una mossa disperata per restare in scia al #93, scaldare lo pneumatico anteriore e far rientrare nei parametri la pressione della gomma, crollata dopo troppi giri in solitaria in aria pulita.

Servitosi del gancio di Marquez per far risalire i valori, Martin tenta l’assalto per riprendersi il primato, ma la frenesia gli gioca un brutto scherzo. Proprio alla vigilia dell’ultimo giro, lo spagnolo commette una sbavatura decisiva: Ai Ogura e Fabio Di Giannantonio non si fanno pregare, infilano il pilota della RS-GP e conquistano rispettivamente il secondo e terzo posto. Un epilogo clamoroso in un sabato dove le Aprilia sembravano imbattibili, ma che incorona ancora una volta l’opportunismo di Marc Marquez.