Gilbert e i colloqui con Cahill: “Ecco come sta il ginocchio di Sinner”
Jannik Sinner (Shutterstock)
Nonostante sia ai box ormai da diversi mesi, Jannik Sinner continua a catalizzare l’attenzione del mondo del tennis e non solo. Tra gli appassionati cresce l’attesa per rivederlo in campo, Il 25enne di San Candido è fermo dalla finale di Wimbledon, vinta il 12 luglio contro Alexander Zverev, a causa di un problema al ginocchio destro che lo ha costretto a rinunciare a numerosi appuntamenti, fino alla decisione di chiudere anticipatamente la stagione. Ora l’obiettivo dell’azzurro è recuperare completamente in vista del 2027: tifosi e appassionati aspettano con impazienza il suo ritorno, nella speranza di ritrovare quel campione capace di emozionare con il suo tennis potente, preciso e spettacolare.
Sinner, parla Gilbert: l’ex coach amico di Cahill
Delle sue condizioni ha parlato anche Brad Gilbert, ex allenatore di Andre Agassi, Andy Roddick e Coco Gauff, nonché grande amico di Darren Cahill, il supercoach di Jannik Sinner. Al podcast Big T ha rivelato di aver avuto diversi colloqui con lui nell’ultimo periodo: “Mi ha raccontato che tutto è cominciato mentre stava andando all’aeroporto di Los Angeles per volare a Cincinnati. Avrebbe dovuto incontrare Sinner lì, ma ha ricevuto una telefonata all’ultimo momento che gli comunicava che Jannik non avrebbe giocato“.
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Cahill rivela come sta Sinner: la confessione di Gilbert
Gilbert si sofferma poi sulle condizioni del ginocchio destro di Sinner secondo la testimonianza di Cahill: “I medici vogliono evitare l’intervento chirurgico, gli chiedono di prendersi qualche giorno di riposo e poi tornare ad allenarsi, ma il dolore ricompare. Alcuni giorni si sente bene, ma alla fine avverte fastidio. Ci sono diversi medici coinvolti, fino a tre”.
Ipotesi operazione per Sinner
Gilbert, poi, non esclude che si possa arrivare all’intervento chirurgico: “Immaginate di arrivare a dicembre, quando dovrà intensificare gli allenamenti per preparare l’Australian Open e che il dolore sia ancora presente. In questo scenario operarsi diventerebbe una opzione”.