Internazionali, Berrettini: “Mi sento competitivo. Dopo Madrid…”
Berrettini (Shutterstock)
Matteo Berrettini si presenta agli Internazionali d’Italia con una ritrovata leggerezza. Niente pressioni, niente obiettivi ambiziosi da dichiarare, solo la voglia di giocare a tennis nella città in cui è cresciuto. In conferenza stampa al Foro Italico, il romano, attualmente numero 100 del ranking ATP, ha tracciato un ritratto di sé stesso sorprendentemente sereno, quasi liberato.
Le parole di Berrettini in conferenza
“Sono molto felice di essere qui un altro anno e provare a godermi questo torneo“, ha esordito. Un peso? No, almeno non per lui. “Non lo sarà mai. Se lo fosse, sarebbe il momento giusto di dire basta. Sono nato con l’idea di giocare questo torneo”. Il percorso che lo ha riportato a Roma passa per Madrid e per il Challenger di Cagliari, tappa che si è rivelata più importante del previsto. “C’è stata un’ottima reazione dopo Madrid. A Cagliari mi sono sentito meglio e ho tirato fuori energia“, ha raccontato. Proprio quella settimana in Sardegna sembra aver riacceso qualcosa: “Dopo Madrid ho trovato la motivazione di rimettermi in campo a lavorare. Ci fosse stato un altro ‘1000’, avrei avuto meno energie. L’importante è il lavoro che sto mettendo dentro, e pagherà”.
Berrettini, svolta mentale
La vera svolta, però, è mentale. Berrettini ha smesso di inseguire i grandi traguardi come obiettivi in sé, e paradossalmente è proprio questo a renderlo di nuovo pericoloso. “È grazie a questo atteggiamento che allungherò la mia carriera invece di accorciarla“, ha spiegato. “Il vecchio modo di affrontare il tennis mi stava portando in un’altra direzione, dal punto di vista mentale e fisico. Questo non vuol dire non tenere ai grandi risultati — ma quello è stato il segreto del mio percorso“. Un’autocritica lucida, che guarda anche al passato recente. “Dopo Wimbledon la testa è andata un po’ troppo avanti“, ha ammesso, riferendosi al periodo d’oro del 2021, quando raggiunse la finale sull’erba londinese. Da quel Berrettini, però, c’è qualcosa che vorrebbe recuperare: “Forse quella sfrontatezza, senza incastrarsi in mille pensieri. Vorrei recuperare quell’istinto della gioventù. Ci sto lavorando. Cerco di essere più istintivo che analitico”.
“Mi sento competitivo”
Roma lo accoglierà come sempre con un affetto speciale — quello di una piazza che lo sente uno di casa. Berrettini lo sa, lo gestisce, e quest’anno sembra farlo senza che quell’affetto diventi un fardello. “Adesso mi sento competitivo“, ha concluso. Ed è forse la dichiarazione più importante di tutte.