Us Open 2026, i top player valutano il boicottaggio del doppio misto: il motivo
Sinner (Shutterstock)
A fine agosto prenderà il via il quarto e ultimo Grande Slam della stagione, sul cemento americano a partire dal 30 agosto andrà in scena l’US Open 2026. La finale, ultimo atto del torneo, è in programma il 13 settembre. Manca ancora un po’ all’inizio della competizione ma già si è iniziato a parlarne e non solo per la pubblicazione della entry list che vede ai nastri di partenza, per quanto riguarda il maschile singolare, ben 8 azzurri capitanati da Jannik Sinner.
Us Open 2026, prosegue la protesta dei big
C’è un altro motivo che ha acceso i riflettori sullo Slam americano e si tratta dell’idea di boicottaggio da parte dei top player per quanto riguarda il doppio misto. I leader del tennis mondiale continuano a chiedere una quota più alta dei ricavi e in assenza di un accordo con la USTA starebbero valutando l’ipotesi di rinunciare al doppio misto.
Us Open 2026, il motivo della protesta e l’ipotesi boicottaggio
In questo gruppo ci sono atleti come Sinner, Aryna Sabalenka e Jessica Pegula. Una strategia studiata per colpire uno degli investimenti più recenti e ambizioni della federazione USA che ha introdotto una formula non accattivante: il torneo si gioca nella Opening Week dello Slam, ma i giocatori devono comunque trascorrere tre settimane intere a New York. L’ipotesi al vaglio è quella di una rinuncia collettiva in modo da far perdere appeal al doppio misto costringendo gli organizzatori ad accogliere le richieste per l’aumento del montepremi.