US Open, Cobolli amaro: “In futuro giocherà meno partite”
Cobolli (Shutterstock)
Si ferma ancora al terzo turno il cammino di Flavio Cobolli agli US Open. Per il terzo anno consecutivo il romano non riesce a spingersi oltre questo ostacolo, questa volta battuto in quattro set da Alexander Blockx al termine di una partita nella quale, più ancora del risultato, a fare la differenza sono state le energie rimaste nelle gambe del numero uno azzurro. Cobolli ha infatti ammesso di essere arrivato all’appuntamento newyorkese al limite delle proprie possibilità dopo tre settimane particolarmente intense. Una sensazione diventata evidente nel corso della sfida, quando il rendimento del romano ha iniziato progressivamente a calare fino a impedirgli di giocare al suo meglio. La sconfitta contro il giovane belga diventa così anche un’occasione di riflessione sul percorso da costruire nei prossimi mesi, soprattutto sulla gestione di un calendario che sta diventando sempre più impegnativo.
Bravo Blockx
Al termine della partita, Cobolli ha innanzitutto voluto riconoscere i meriti di Blockx, protagonista di una prestazione che gli ha permesso di conquistare una vittoria importante sul palcoscenico dello Slam. Ma nelle parole del romano c’è anche la fotografia di una giornata complicata, nella quale le energie sono venute progressivamente meno e nemmeno una pausa è riuscita a cambiare l’inerzia dell’incontro. “Alex è un bravo ragazzo, anche fuori dal campo. Si è meritato di vincere e ha vinto. È un giocatore straordinario, non abbiamo ancora capito fino in fondo quale sia il suo livello. A fine match a rete gli ho fatto i complimenti e gli ho detto che farò il tifo per lui nel prossimo turno…Ma non ditelo a Francisco Cerundolo! Non so cosa sia accaduto, non sentivo di avere quasi più niente da dare in campo. So che è abbastanza incredibile, però ho avuto tre settimane molto dispendiose e forse, come ha detto mio padre, sono arrivato un po’ al limite. Ho provato a prendere una pausa, sono andato di nuovo in bagno, ma non ha funzionato. Sono andato un po’ avanti con l’orgoglio, perché ovviamente non voglio mai perdere e ci ho provato fino alla fine, ma era già troppo tardi. Meriti all’avversario e demeriti un po’ miei. Ora tornerò a casa, mi prenderò qualche giorno libero per recuperare un po’ mentalmente e fisicamente, poi tornerò in campo. Il prossimo appuntamento è la Laver Cup”.
Il calendario sotto esame
La partita persa contro Blockx sembra dunque aver lasciato a Cobolli anche una consapevolezza diversa rispetto al passato. La crescita nel ranking e l’aumento delle aspettative impongono infatti una gestione differente delle settimane di competizione, con la necessità di arrivare agli appuntamenti più importanti nelle migliori condizioni possibili. Un tema già affrontato da Carlos Alcaraz e che ora coinvolge direttamente anche il romano, pronto a rivedere alcune delle proprie abitudini senza però mettere in discussione la partecipazione ai tornei che contano di più. “L’obiettivo è giocare nei tornei più importanti. Ogni giocatore è diverso e ognuno conosce il limite oltre il quale non può spingersi. Sono sempre stato un giocatore abituato a soffrire, e a giocare tante settimane consecutive; fino a poco tempo fa non mi sono mai visto come uno dei migliori al mondo, forse ora devo cambiare anche il modo di approcciarmi a tutto questo. Analizzeremo attentamente con il team cosa sia meglio fare, sia a livello di programmazione sia a livello di partite e allenamenti. Devo ancora abituarmi a tutto questo, magari piano piano giocherò meno, ma non credo che rinuncerò ai tornei più importanti: forse giocherò meno 250 e 500, ma nei 1000 e negli Slam la mia presenza è sempre garantita”.