Zverev trionfa agli US Open ma se ne accorge solo grazie al pubblico: l’esultanza incredula – VIDEO
Zverev (Shutterstock)
Dopo Parigi Alexander Zverev si prende anche New York. Dopo anni passati a sognare di vincere uno Slam che pareva non dovesse arrivare mai, eccone due in una stagione sola. Il 2026 diventa l’anno d’oro di Sascha, che supera Ben Shelton in finale sul cemento di Flushing Meadows e si prende quel titolo negli States che era sfumato nel 2020 nella sfida contro Dominic Thiem.
L’esultanza incredula di Zverev dopo il match point
Il momento destinato a rimanere più impresso, però, è quello successivo all’ultimo punto. Zverev ha chiuso la finale con un servizio vincente e, invece di lasciarsi andare immediatamente all’esultanza, si è preparato come se dovesse continuare a giocare. La sua attenzione era ancora completamente rivolta alla partita. Poi il pubblico dell’Arthur Ashe ha iniziato a esplodere e il tedesco ha guardato verso il proprio angolo. In quel momento ha realizzato che non c’era più alcun punto da disputare: aveva appena vinto gli US Open. Sono passati diversi secondi prima che la consapevolezza arrivasse completamente, trasformando la concentrazione assoluta in un’esultanza tanto spontanea quanto incredula. Una scena curiosa, quasi surreale, che racconta perfettamente il livello di concentrazione raggiunto da Zverev negli ultimi game della finale. Il tedesco era talmente immerso nella sfida da non accorgersi immediatamente che il suo ultimo colpo aveva già scritto la parola fine sul match. Un’immagine che ha rapidamente fatto il giro del mondo e che aggiunge un dettaglio unico alla sua prima vittoria agli US Open.
Zverev e il retroscena sull’ultimo punto agli US Open
Al termine della sfida contro Shelton, Zverev è tornato sull’episodio spiegando quanto accaduto: “Pensavo che il punteggio fosse 5-1. Sapevo di avergli strappato il servizio due volte, ma ero convinto che fossimo sul 5-1 invece che sul 6-2. In un certo senso questo mi ha aiutato, perché non sono diventato nervoso pensando di dover servire per chiudere la partita. Semplicemente devo aver perso il conto del punteggio. In quel momento ero completamente ‘in the zone’. Non sentivo assolutamente il rumore, ero dentro una specie di tunnel nel quale non percepivo niente. E naturalmente, quando il pubblico è così rumoroso, è impossibile sentire l’arbitro, quindi non ho nemmeno sentito quando ha annunciato game, set e match. Alla fine credo semplicemente di essermi dimenticato il punteggio. Non c’è molto altro da dire”.