Formula 1, la rivoluzione delle Sprint: si guarda alla MotoGP ma c’è un rischio

Icona Autore Michele Cerrotta
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Cina, Formula 1

Cina, Formula 1 (Shutterstock)

Dal possibile aumento a 9 o 10 gare brevi nel 2027 al precedente della MotoGP: la F1 cerca nuovi spettatori, ma rischia di alterare gli equilibri del Mondiale

La Formula 1 sembra non volersi più fermare. Dopo la proposta di Flavio Briatore di arrivare a 24 gare Sprint, prende forma l’ipotesi di aumentare le sei attuali fino a nove o addirittura diecidal 2027. L’obiettivo è chiaro: ridurre i tempi morti, offrire più azione e trasformare ogni weekend in un appuntamento capace di catturare l’attenzione del pubblico fin dal venerdì. La logica è quella dell’abbondanza: più gare, più possibilità di sorprese, più contenuti per televisioni e sponsor. Ma dietro la ricerca dello spettacolo si apre una domanda: quante Sprint servono prima che il format perda la sua eccezionalità?

Più Sprint, più punti e più rischi

I numeri spiegano l’interesse di Liberty Media. Nei weekend Sprint c’è meno tempo per lavorare sulla vettura e aumentano errori, imprevisti e griglie meno prevedibili. Ma cresce anche il peso della gara breve nel campionato: dalle 6 Sprint attuali, che mettono in palio 48 puntiper chi le vincesse tutte, si passerebbe a 80 con dieci appuntamenti. Il precedente della MotoGP è significativo: dal 2023 le Sprint sono presenti ogni weekend e hanno aumentato l’interesse del sabato. Nel 2024 Francesco Bagnaia vinse undici gare domenicali, ma perse il titolo da Jorge Martin per dieci punti, anche a causa dei risultati nelle Sprint. Un monito per la Formula 1: più occasioni significano più possibilità di recuperare, ma anche di sbagliare.

Lo spettacolo contro la tradizione

La sfida, dunque, non riguarda soltanto il calendario. La Formula 1 compete con tutto ciò che gli spettatori possono scegliere nel tempo libero e vuole mantenere alta l’attenzione in ogni momento del weekend. Tuttavia, comprimere le prove libere significa lasciare meno spazio agli ingegneri per trovare l’assetto ideale e aumenta anche i rischi: un incidente nella Sprint può compromettere qualifiche e gara della domenica, con costi enormi per le squadre. La MotoGPdimostra che il pubblico può apprezzare il cambiamento, ma la domanda resta aperta: una Sprint ogni tanto rompe la routine, troppe potrebbero finire per snaturarla. Essere coraggiosi, come dice Stefano Domenicali, può essere necessario. Ma anche fermarsi al momento giusto.