Formula 1, tre mesi dopo cambia la classifica di Monaco: la scelta della Corte d’Appello FIA

Icona Autore Michele Cerrotta
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Penalità ripristinate per Pierre Gasly dopo il ricorso di McLaren e Red Bull: Isack Hadjar torna sul podio

La classifica del Gran Premio di Monaco di Formula 1 torna a cambiare. La Corte d’Appello Internazionale della FIA ha infatti accolto integralmente i ricorsi presentati da McLaren e Red Bull, annullando la precedente decisione dei Commissari Sportivi e ripristinando le due penalità di cinque secondi inflitte a Pierre Gasly. Il pilota Alpine perde così il terzo posto conquistato dopo la cancellazione delle sanzioni e a beneficiarne è nuovamente Isack Hadjar, che torna sul podio con la Red Bull. La vicenda aveva avuto origine da un’anomalia nel sistema di rilevamento della velocità all’ingresso della pit lane di Monaco, che aveva portato inizialmente all’annullamento delle penalità comminate al francese.

L’anomalia e il ricorso

Il caso ruotava attorno alla prima zona di rilevamento della velocità della corsia box del tracciato di Formula 1. La modifica delle barriere introdotta nel 2026 aveva consentito ai piloti di percorrere una traiettoria più stretta rispetto al passato, mentre il sistema ufficiale continuava a considerare una distanza di 2692 centimetri. Rilievi successivi avevano invece indicato una distanza minima effettiva di 2615 centimetri, con una differenza di 77 centimetri che poteva alterare il calcolo della velocità. Sulla base di questo elemento, Alpine aveva sostenuto che Gasly non avesse realmente superato il limite di 60 km/h, ottenendo inizialmente la cancellazione delle penalità.

Il verdetto

McLaren e Red Bull hanno però contestato la decisione, sottolineando soprattutto la disparità di trattamento rispetto agli altri piloti penalizzati nello stesso settore. La Corte d’Appello, nella sentenza pubblicata il 3 settembre dopo l’udienza del 25 agosto, ha dato ragione ai ricorrenti. Secondo i giudici, modificare retroattivamente il parametro di calcolo per un solo concorrente avrebbe violato il principio di equità sportiva, penalizzando chi aveva mantenuto margini di sicurezza più ampi o aveva scontato immediatamente la propria sanzione. Inoltre, Alpine non è riuscita a dimostrare con certezza quale traiettoria avesse seguito Gasly nella pit lane: la ricostruzione presentata è stata definita dalla stessa squadra una «migliore stima approssimativa». In assenza di una prova fisica sufficiente, la Corte ha quindi stabilito che dovessero prevalere i dati del sistema ufficiale, ripristinando le penalità e la classifica originaria del GP di Monaco di Formula 1.