Giro d’Italia, la 15ª tappa va a Lavik: niente volatona e tempi neutralizzati
Il Trofeo Senza Fine del Giro D'Italia (Shutterstock)
Il resoconto della quindicesima tappa del Giro d’Italia 2026
È festa grande a Coros Venezia, nel cuore di Milano, per il norvegese Frederik Lavik, che vince la quindicesima tappa del Giro d’Italia. Da Voghera al cuore del capoluogo lombardo, la tappa è tutta una volata per il ciclista della Uno-X che vince davanti a Maestri e Bais, precedenti anche Marcellusi. Tappa segnata senza dubbio dal forte caldo, con i 34° percepiti a Milano, ma anche da qualche polemica per la neutralizzazione, con i tempi presi a 16,4 km dal traguardo.
La tappa
L’attacco parte dal primo metro in questa quindicesima tappa del Giro d’Italia 2026. Partono subito forte il 29enne norvegese Frederik Lavik e i tre italiani Maestri e Bais (entrambi della Polti-VisitMalta) e Marcellusi (Badiani). Una fuga lunga 155 chilometri per una giornata velocissima, con una media superiore ai 51 km/h, la seconda più rapida di sempre al Giro. Il gruppo si è disunito spesso, i velocisti sono stati beffati dal quartetto in fuga e la direzione gara ha scelto dopo una lunga trattativa di perdere i tempi prima dell’ultimo giro, a poco più di 16 km dal traguardo. Nella volata finale il norvegese della Uno-X ha beffato Maestri e Marcellusi in volata, quarto Bais. Non cambia molto in classifica generale, con Vingegaard che mantiene la maglia rosa con 2’26’’ di vantaggio su Eulalio, che ha guadagnato oggi sei secondi.
La neutralizzazione
Non manca la polemica per la scelta da parte della Giuria di neutralizzare la gara per la classifica del Giro d’Italia a 16,4 km dall’arrivo. Protagonista delle discussioni con lo spagnolo Tortajada, presidente di Giuria, anche la maglia rosa Vingegaard, che al traguardo ha spiegato la richiesta: «Credo di avere passato più tempo con l’auto della giuria con la mia in tutta la corsa. Non era il circuito più sicuro su cui correre, la strada non era delle migliori, c’erano molte buche, era tutto molto accidentato. Ne stavamo parlando nel gruppo e abbiamo deciso di provare a fare qualcosa: allora sono andato alla macchina rossa, oggi ci hanno davvero ascoltato e ci sono venuti incontro. Quindi penso che anche noi corridori dovremmo ringraziare la giuria». Felice il vincitore di giornata Lavik: «All’inizio la nostra fuga era un piano senza speranza, lungo il percorso è diventata l’idea migliore di sempre. È davvero un sogno che si avvera partecipare al primo Grande Giro e conquistare una vittoria di tappa. È tutto incredibile. Sapevamo che sarebbe stata una giornata veloce con il vento e un percorso completamente piatto. Devo ringraziare anche i miei compagni di fuga con cui c’è stata un’ottima collaborazione».