Caos derby, Sarri: “Se si gioca domenica non vengo e ritirerei la squadra. Per noi è uguale…”
Maurizio Sarri, allenatore della Lazio (Shutterstock)
Squalificato in occasione della finale di Coppa Italia, poi persa contro l’Inter, Maurizio Sarri è comunque intervenuto nel post partita, commentando non solo la gara ma anche le polemiche legate al calendario del derby di Roma. La vicenda riguarda il 37° turno di campionato: la gara tra Roma e Lazio, inizialmente prevista domenica alle 12:30 insieme ad altre sfide decisive per la corsa Champions, è stata spostata a lunedì dalla Prefettura di Roma, tra ricorsi, interventi istituzionali e discussioni ancora aperte. Per Sarri, però, la soluzione è chiara: il derby deve essere giocato di lunedì.
La minaccia di Sarri
Il tecnico aveva già espresso questa posizione alla vigilia della finale e ha ribadito il concetto con toni ancora più duri dopo il match: “Lunedì vengo, domenica non vengo: a mezzogiorno a Roma a fine maggio ci giocano loro”. Sarri ha poi criticato la gestione del calendario da parte della Lega Serie A, parlando di “errori clamorosi” e di decisioni poco coerenti nella programmazione delle gare decisive: “Il casino viene da una serie di errori fatti dalla Lega e ora la Lega deve rimediare, quando c’erano gli ATP Finals di Torino hanno messo il derby di Torino, ora con l’ATP Finals di Roma hanno messo il derby di Roma”.
Il sostegno alle concorrenti per l’Europa
Il tecnico ha inoltre sottolineato come le squadre coinvolte si stiano giocando obiettivi economici e sportivi molto importanti: “Si vuol rimediare facendo passare come un qualcosa del tutto normale giocare alle 12:30, ma ci sono quattro squadre che si stanno giocando una partita da 70-80-90 milioni e li fai giocare a fine maggio a mezzogiorno e mezzo? Questo non è calcio”.
“Io non presenterei la squadra”
In un passaggio particolarmente acceso, ha persino provocatoriamente affermato che, se fosse Lotito e si giocasse di domenica, valuterebbe di non presentare la squadra: “Tanto per noi è uguale a questo punto, prendiamo 1 punto di penalizzazione e chiuso. Non sono arrabbiato, sono logico. C’è una serie di errori clamorosi e nessuno ha preso il microfono e ha detto “scusate, scusate abbiamo fatto un errore”. Un nuovo sfogo che si aggiunge alla delusione per la finale persa e che conferma il momento di forte tensione in casa Lazio, tra campo, calendario e futuro ancora tutto da definire.