Coppa Italia, finale senza storia: Inter regina, Lazio in crisi nera
Coppa Italia (Shutterstock)
Dopo lo scudetto, anche la Coppa Italia. L’Inter chiude una stagione straordinaria superando la Lazio nella finale dell’Olimpico e conquistando il decimo successo della sua storia nella competizione. Una gara indirizzata già nel primo tempo, grazie alla maggiore qualità e solidità mostrata dai nerazzurri, capaci di controllare il ritmo fin dai primi minuti.
La partita
L’Inter passa in vantaggio al 14’: sugli sviluppi di un corner battuto da Dimarco, Marusic devia sfortunatamente nella propria porta. La squadra di Cristian Chivu continua a gestire il possesso senza forzare troppo i ritmi, ma sfruttando ogni errore biancoceleste. Al 35’ arriva infatti il raddoppio: grave palla persa di Tavares, recupero di Dumfries e assist perfetto per Lautaro, che deve solo spingere il pallone in rete. La Lazio prova a reagire soprattutto nella ripresa, alzando il pressing e cercando di riaprire la partita con le occasioni di Noslin e Dia, ma senza riuscire a superare la difesa interista. L’Inter controlla con ordine fino al triplice fischio, facendo partire la festa nerazzurra.
I nerazzurri: “Siamo felici”
Per l’Inter il successo rappresenta il coronamento di una stagione memorabile. Dopo il lavoro iniziato da Conte con lo scudetto del 2021 e proseguito da Inzaghi, Chivu ha raccolto il testimone riuscendo subito a conquistare il doblete campionato-Coppa Italia. Nove trofei nelle ultime sei stagioni confermano la continuità vincente del club nerazzurro.
Nel post partita Chivu ha esaltato il percorso della squadra: “Ce lo siamo meritato, siamo felici per quello che abbiamo superato in questi anni. Aperto un ciclo? Ci godiamo quello che di buono abbiamo fatto quest’anno, non è mai scontato o semplice portare a termine una stagione del genere”. È, dunque, il momento della famosa stella d’argento? Marotta ha frenato: “Sinceramente il regolamento non lo prevede. L’importante è vincere, sarebbe una stella metaforica, qualcosa di luccicante”.
La gioia dei protagonisti
Da segnalare anche le parole di Thuram, devastante in questa stagione e nella sfida di ieri: “L’anno scorso è servito per quest’anno, abbiamo finito alla grande con due trofei. Era l’obiettivo e siamo molto felici. L’Inter vinceva anche prima di me. È una grande squadra italiana e deve provare a vincere tutti i trofei ogni anno. Tutta la squadra si è rilassata dopo la sosta. Abbiamo fatto un bel cammino per alzare due trofei. Chivu? Non do voti, ma il mister ha fatto una stagione grandissima, ci ha aiutato a ritrovare la fiducia e a vincere questi trofei. Futuro? Adesso ci godiamo i due trofei, chi fa il Mondiale va, poi ci saranno le vacanze a vedremo.
Non da meno Lautaro e Dumfries: “La vittoria ha tanta importanza, non era semplice dopo l’anno scorso ripartire. Siamo riusciti a fare una stagione veramente importante a livello di risultati, gioco e intensità. Sono orgoglioso di chiudere con un altro trofeo che per noi vuol dire tanto. Sicuramente si parla sempre dell’Inter, dobbiamo continuare sulla nostra strada e far arrivare i titoli all’Inter. Oggi siamo contenti perché en abbiamo portati altri due”.
Dumfries invece ha detto: “Sono contento. Dopo un periodo difficile sono tornato, sono felice di aiutare i miei compagni e di fare assist per Lauti, che era arrabbiato per i pochi assist. L’importante è aver vinto”
Lazio, delusione e futuro tutto da chiarire
Per la Lazio, invece, la sconfitta apre unafase molto delicata. Il ko in finale cancella le ultime speranze di salvare una stagione complicata e lascia i biancocelesti fuori dall’Europa per il secondo anno consecutivo, evento che non accadeva dall’inizio degli anni Novanta, anche se per Sarri il problema è un altro: “Siamo in una fase in cui sarebbe importante fare bene in Italia. In questo momento non possiamo fare voli pindarici, la nostra situazione è palese. Bisogna ripartire facendo una stagione di alto livello in campionato”. Ora il club dovrà affrontare molte questioni interne, a partire dal futuro del tecnico: con la società appare sempre più fragile, con entrambe le parti che rifletteranno sul da farsi dopo l’incontro con il presidente Lotito.
Sarri, pur amareggiato, ha difeso la prova dei suoi, pur riconoscendo i gravi errori:“Abbiamo preparato una partita più prudente nel primo tempo, ma i gol li abbiamo praticamente regalati noi“. L’allenatore ha però anche ammesso che alla squadra manca qualità tecnica per tornare competitiva ai massimi livelli.
Il rammarico dei biancocelesti
La tristezza e la delusione è lampante sui volti di capitan Zaccagni, che ha pianto a fine partita, e Taylor, uno dei migliori del girone di ritorno biancoceleste. L’attaccante si è mostrato davvero dispiaciuto: “Ai tifosi dico che siamo profondamente dispiaciuti. Stasera potevamo regalare qualcosa di grande al popolo laziale, ma è andata male. Abbiamo affrontato una squadra superiore, non doveva mancare l’aspetta caratteriale che invece a tratti è mancato. Abbiamo avuto qualche occasione nel secondo tempo, ma è stato troppo poco. Ci portiamo a casa la delusione com’è giusto che sia, poi da domani inizieremo a parlare del derby. Alziamo la testa e cerchiamo di finire al meglio, anche se è stata una stagione negativa. Eravamo tutti dispiaciuti e delusi dalla serata“.
Di meno parole, invece, l’olandese: “Ci abbiamo provato, decisivi i gol presi nel primo tempo. Nella ripresa ci abbiamo provato ma non è bastato per vincere. Testa alla prossima partita con la speranza che possa essere una Lazio diversa che possa portare a casa una vittoria”.
La delusione è evidente nello spogliatoio. Diversi giocatori non sarebbero soddisfatti del progetto tecnico e qualcuno avrebbe già chiesto la cessione, mentre la tifoseria continua la contestazione verso la proprietà. In questo clima di tensione, la finale persa contro l’Inter rischia di rappresentare non solo la fine di un sogno, ma anche l’inizio di una nuova rivoluzione biancoceleste.