Caso Allegri, frase sulla Roma all’esame della Procura: cosa rischia il tecnico

Icona Autore Luigi Trapani Lombardo
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Allegri, tecnico del Napoli (Shutterstock)

Il pareggio con la Roma potrebbe avere conseguenze serie per Massimiliano Allegri. L’allenatore del Napoli è stato espulso nel finale di partita e rischia di dover affrontare due procedimenti disciplinari diversi. Il primo riguarda il cartellino rosso ricevuto in campo. Il secondo riguarda la frase urlata negli spogliatoi contro la Roma, che ora è all’attenzione della Procura federale.

L’espulsione e il referto

Allegri è stato espulso dall’arbitro Colombo subito dopo il gol con cui la Roma ha pareggiato definitivamente. A segnalare il suo comportamento è stato il quarto uomo, Sacchi. Non si sa ancora con certezza quale frase abbia causato l’espulsione, e lo stesso Allegri ha negato di averla detta. Domani la Procura della FIGC manderà al giudice sportivo una relazione su quanto successo in campo e nello spogliatoio. La decisione dovrebbe arrivare in fretta, perché martedì la Serie A torna in campo per il turno infrasettimanale.

Cosa rischia per il rosso

Per l’espulsione Allegri rischia almeno una giornata di squalifica, ma la sanzione potrebbe essere più pesante. Molto dipenderà da cosa hanno scritto gli ufficiali di gara. Se nel referto ci sono espressioni offensive o gravemente irrispettose verso l’arbitro o i suoi assistenti, si applica l’articolo 36 del Codice di Giustizia Sportiva, che prevede squalifiche più lunghe.

Lo sfogo contro la Roma

Il secondo caso nasce dopo la partita. Prima della conferenza stampa, mentre era in una stanza vicina alla sala stampa, Allegri avrebbe urlato una frase contro la Roma: “L’anno scorso gli hanno messo la Champions in tasca. Sempre loro…”. La frase sarebbe stata sentita da diverse persone prima che l’allenatore arrivasse davanti ai giornalisti. Alla Roma queste parole non sono piaciute. In questo caso la Procura potrebbe applicare l’articolo 23 del Codice, che punisce le dichiarazioni che mettono in dubbio la regolarità del campionato o l’imparzialità degli arbitri. Per un tesserato la sanzione prevista è una multa da 2.500 a 50.000 euro. Una squalifica per questo episodio sembra meno probabile. Potrebbe essere coinvolto anche il Napoli, perché finora la società non ha preso le distanze dalle parole del suo allenatore.