Champions, Europa e Conference League infiammano il finale di stagione in Serie A
La coppa della Champions League (Shutterstock)
La corsa all’Europa è diventata il vero cuore pulsante del finale di stagione in Serie A. Con lo scudetto ormai andato all’Inter, l’attenzione si è spostata sulla battaglia per i piazzamenti europei, dove sono diverse le squadre racchiuse in pochi punti, motivo per cui ogni giornata può cambiare completamente gli equilibri. Tra chi vuole blindare la qualificazione in Champions, chi sogna l’Europa League e chi prova a strappare un pass per la Conference, il finale promette tensione, calcoli e sfide decisive.
Champions League: Juve, Milan, Como e Roma in pochi punti
La zona Champions è quella che concentra le pressioni maggiori. Alle spalle dell’Inter campione d’Italia e del Napoli, che ha un vantaggio di cinque lunghezze sulla Juve quarta e a cui mancano dunque pochi punti per la qualificazione aritmetica, c’è il Milan. I rossoneri restano padroni del proprio destino, ma il rendimento discontinuo delle ultime settimane ha riaperto tutto. Il Diavolo alterna prestazioni convincenti a blackout improvvisi e il calendario finale nasconde più di un’insidia. La formazione di Massimiliano Allegri, infatti, nelle ultime tre gare ospiterà Atalanta e Cagliari, con in mezzo la delicata trasferta a Marassi contro il Genoa. La Juve, invece, vive una stagione di equilibrio precario. I bianconeri occupano attualmente il quarto posto, ma i pareggi contro Milan (0-0) e soprattutto Verona (1-1 interno con gli scaligeri già retrocessi in Serie B) hanno frenato la corsa della squadra di Luciano Spalletti che ora dovrà vedersela contro il Lecce – i salentini vanno a caccia di punti per conquistare la salvezza – al Via del Mare, contro la Fiorentina in casa e all’ultima nel derby contro il Torino. Attenzione anche alla Roma, rimasta agganciata al treno europeo e a un solo punto dalla Signora. Per i giallorossi l’insidia maggiore è rappresentata dal derby contro la Lazio, mentre le trasferte al Tardini contro il Parma già salvo e al Bentegodi contro un Verona già retrocesso destano meno preoccupazioni. I capitolini di Gian Piero Gasperini sembrano avere ritrovato solidità e cinismo proprio nel momento più delicato della stagione e se dovessero mantenere questo ritmo fino alla fine potrebbero completare una rimonta che fino a poche settimane fa sembrava improbabile. La vera sorpresa, però, è il Como di Cesc Fàbregas. I lariani stanno vivendo una stagione straordinaria e hanno trasformato il sogno europeo in un obiettivo concreto. La qualità del gioco, l’organizzazione tattica e l’entusiasmo dell’ambiente hanno reso i lombardi una delle squadre più temibili del campionato. Il Como dunque non è più una favola, ma una seria candidata alla Champions, attualmente lontana tre punti. Per tentare la rimonta Nico Paz e compagni dovranno cercare di fare l’en plein contro Verona, Parma e Cremonese.
Europa e Conference League: chi si qualifica
Se la classifica dovesse rimanere invariata, ad andare in Europa League sarebbe la Roma, attualmente quinta, mentre il Como dovrebbe “accontentarsi” della Conference League. Il secondo slot per l’ex Coppa UEFA, infatti, potrebbe andare alla Lazio nel caso in cui i biancocelesti vincessero la Coppa Italia nella finale di mercoledì 13 maggio all’Olimpico contro l’Inter. Se ciò non dovesse accedere, ecco che si procederebbe con lo slittamento della classifica e quindi i lariani sarebbero “promossi” in Europa League. Dovranno tifare per i campioni d’Italia anche a Bergamo in quanto un eventuale successo dei ragazzi di Chivu permetterebbe all’Atalanta di prendersi almeno la Conference a patto di mantenere il settimo piazzamento – quattro i punti di vantaggio proprio sui biancocelesti di Maurizio Sarri -.