FIGC, Buonfiglio chiude al commissariamento: “Non ci sono le condizioni”

Icona Autore Lorenzo Beccarisi
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gravina

Il tema del possibile commissariamento della Federazione Italiana Giuoco Calcio continua a dividere politica e istituzioni sportive, ma dal Comitato Olimpico Nazionale Italiano arriva una presa di posizione netta. Il presidente Luciano Buonfiglio ha infatti escluso, almeno per il momento, l’ipotesi di un intervento straordinario sulla federazione calcistica: “Non ci sono le condizioni”. Le dichiarazioni arrivano in un contesto particolarmente delicato per il calcio italiano, scosso dall’inchiesta sul mondo arbitrale e dalle dimissioni del presidente federale Gabriele Gravina. Una situazione che ha spinto parte della politica a invocare un commissariamento, ritenuto da alcuni l’unico strumento per avviare una riforma profonda del sistema.

FIGC, Buonfiglio non vuole pressioni esterne

Buonfiglio, però, ha ribadito che decisioni di questo tipo non possono basarsi su pressioni esterne o su elementi non verificati. Il numero uno del CONI ha sottolineato come servano “certezze” e atti ufficiali prima di procedere, ricordando che il commissariamento rappresenta una misura estrema, da adottare solo in presenza di gravi violazioni accertate. Al momento, queste condizioni non risultano soddisfatte. Anche sul tema delle interferenze politiche la posizione è chiara: il sistema sportivo deve mantenere la propria autonomia, nel rispetto delle normative internazionali di FIFA e UEFA, che vietano ingerenze governative nella gestione delle federazioni. 

FIGC, Buonfiglio chiude: “Non ci sono i presupposti”

Nel frattempo, il dibattito resta acceso. Da un lato c’è chi, soprattutto in ambito politico, spinge per un cambio radicale attraverso un commissario; dall’altro, il mondo del calcio e delle istituzioni sportive invita alla cautela, sottolineando che a breve la FIGC sarà chiamata a eleggere un nuovo presidente e avviare un percorso di riforma interna. Buonfiglio ha inoltre rivendicato il proprio ruolo: monitorare la situazione senza lasciarsi condizionare, applicando le regole con equilibrio. “Quando ci sono stati i presupposti, sono intervenuto. Stavolta no”, ha spiegato, lasciando intendere che ogni eventuale decisione futura sarà presa solo sulla base di elementi concreti e condivisi.