Olanda, esplode il “caso passaporti”: 133 partite e Eredivise a rischio

Icona Autore Jessica Reatini
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Eredivise, Shutterstock

In Olanda è scoppiato il “caso passaporti” che sta generando un vero e proprio terremoto in Eredivise. Come riportato da ESPN, infatti, circa 25 calciatori sono rimasti coinvolti in una crisi nata dalla confusione sulla doppia nazionalità che non ha precedenti nei Paesi Bassi. Al centro della vicenda ci sono giocatori indonesiani, surinamesi e capoverdiani che hanno accettato di rappresentare questi Paesi a livello Nazionale senza immaginare le conseguenze. 

Caso passaporti, tutto nasce da Nac Breda-Go Ahead Eagles

Tutto nasce lo scorso 15 marzo quando il Nac Breda perde 6-0 contro il Go Ahead Eagles, una sconfitta che viene poi analizzata dai conduttori del podcast “De Derde Helft”. Durante la discussione l’opinionista Rogier Jacobs ha sottolineato come il Go Ahead avesse schierato un giocatore che non sarebbe potuto scendere in campo: Dean James, terzino nato in Olanda che nel 2025 ha accettato la convocazione dell’Indonesia: “Se sei un calciatore olandese con radici indonesiane, puoi scegliere di giocare per l’Indonesia. Ottieni un passaporto, ma quello che molti non sanno è che in alcuni casi perdi la cittadinanza olandese”.

I calciatori considerati come “extracomunitari”

Molti giocatori, quindi, accettando la doppia nazionalità hanno perso lo status di cittadini dell’Unione Europa e Paesi come l’Indonesia non riconoscono la doppia cittadinanza, rendendo questi calciatori extracomunitari e quindi soggetti all’obbligo di permesso di lavoro. Tale permesso viene ottenuto in Olanda solo se un giocatore sopra i 21 anni guadagna almeno almeno 608mila euro l’anno, una soglia che nessuno di questi calciatori guadagna realmente. 

Dopo che il caso è scoppiato diversi club hanno messo temporaneamente fuori rosa i giocatori coinvolti ma il rischio è enorme con ben 133 partite a rischio e quindi con l’intera stagione compromessa.