La favola del Como: dalla Serie D alla Champions League in soli sette anni

Icona Autore Chiara Scatena
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Como, Serie A

Como, Serie A

Il calcio italiano ha trovato la sua nuova favola, anche se definire il percorso del Como soltanto una favola sarebbe riduttivo. Dietro la storica qualificazione in Champions League, c’è infatti un progetto tecnico, economico e culturale che in appena sette anni ha trasformato un club passato dalla Serie D a una delle realtà più moderne del calcio europeo. Il Como ha chiuso il campionato travolgendo la Cremonese 4-1 e approfittando contemporaneamente della sconfitta del Milan contro il Cagliari, conquistando così uno storico quarto posto.

I protagonisti dell’impresa

Grande protagonista della rinascita lariana è stato Cesc Fabregas, che ha portato sul lago un’idea di calcio moderna, aggressiva e verticale. Lo spagnolo non si è limitato a valorizzare i giocatori, ma li ha trasformati, come dimostra il caso di Lucas Da Cunha, reinventato da ala offensiva a centrocampista totale. Il Como ha chiuso la stagione con 19 clean sheet, gli stessi dell’Arsenal campione d’Inghilterra, confermando una solidità difensiva sorprendente. Tra i simboli della squadra c’è anche Nico Paz, arrivato dal Real Madrid e diventato rapidamente il talento più rappresentativo del nuovo corso biancoblù. Qualità, personalità e visione di gioco hanno fatto dell’argentino uno degli uomini mercato più seguiti d’Europa, mentre a Como è già diventato un idolo dei tifosi.

La forza della presidenza

Dietro il successo sportivo c’è inoltre la forza economica e progettuale della famiglia Hartono, proprietaria del club. Gli investimenti sono stati indirizzati soprattutto su giovani talenti internazionali come Diao, Jesus Rodriguez, Douvikas, Baturina e altri, tutti valorizzati dal lavoro di Fabregas. Il Como ha puntato anche sul settore giovanile, diventando una delle società italiane che investe di più nella formazione dei giovani in rapporto al fatturato.

Niente è scontato

Ora la sfida sarà confermarsi, tra l’adeguamento dello stadio agli standard UEFA e la necessità di continuare a crescere senza perdere identità. Ma il messaggio lanciato dal Como al calcio italiano è già fortissimo: gli equilibri storici possono cambiare. Per la prima volta dal 1991, infatti, Juventus e Milan restano entrambe fuori dalla Champions League mentre una squadra che pochi anni fa giocava tra i dilettanti si prende il palcoscenico europeo.