Niente Mondiali e nessuna semifinale europea: il calcio italiano è in profonda crisi
FIGC (Shutterstock)
Nessuna squadra italiana sarà presente nelle semifinali europee: è la prima volta da quando la UEFA ha introdotto tre competizioni, aggiungendo la Conference League a Champions League ed Europa League. Un risultato che certifica un momento difficile per la Serie A, già scossa dalla mancata qualificazione al Mondiale.
Niente quinto posto in Champions
Dopo le precedenti eliminazioni di Inter, Napoli, Juve, Atalanta e Roma, ieri sono uscite anche Bologna e Fiorentina. I viola, protagonisti nelle ultime edizioni di Conference, si sono fermati contro il Crystal Palace: inutile la vittoria 2-1 al ritorno dopo il pesante 3-0 subito all’andata. Il Bologna, invece, è stato nettamente eliminato dall’Aston Villa con un complessivo 7-1. Il doppio successo delle inglesi rafforza il primato della Premier League nel Ranking UEFA, garantendo almeno cinque squadre nella prossima Champions. L’Italia, invece, resta ferma a quattro: non è riuscita né a competere per il secondo posto nel ranking né a ottenere uno slot extra tramite la vittoria dell’Europa League.
Pochi guizzi europei negli ultimi anni
Dal 2014/15 è solo la terza volta che club italiani restano fuori dalle semifinali, ma in passato non esisteva la Conference: per questo la delusione è ancora più ampia. Negli ultimi anni solo exploit isolati, come il successo della Roma in Conference o alcune finali raggiunte da Inter, Fiorentina e gli stessi giallorossi, hanno tenuto alto il livello.
La crisi del calcio italiano
Il quadro generale evidenzia una Serie A in difficoltà rispetto agli altri grandi campionati. Per tornare competitivi serviranno tempo, investimenti e una rifondazione più ampia del sistema calcistico, sia a livello di club che di Nazionale. Per la stagione 2026/27, l’Italia porterà in Europa sei squadre (più la vincitrice della Coppa Italia), con la possibilità di un settimo posto solo in caso di particolari incastri di classifica.