Pjanic svela il retroscena Alajbegovic: “L’ho convinto a scegliere la Juve”

Icona Autore Chiara Scatena
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Miralem Pjnic (Shutterstock)

Dietro l’arrivo di Kerim Alajbegovic alla Juventus c’è anche lo zampino di Miralem Pjanic. L’ex centrocampista bianconero ha raccontato di aver avuto un ruolo nella scelta del giovane talento bosniaco, che ha preferito Torino alle tante offerte ricevute sia dall’Italia (Atalanta, Fiorentina, Milan, Napoli e Roma) sia dall’estero, con il Chelsea in prima fila.

La scelta della Juventus

Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, Pjanic ha però ridimensionato il proprio contributo: “Non sono un agente e non ho fatto nulla di speciale. Mi sono limitato a dire sinceramente quello che pensavo. I dirigenti della Juventus sono stati bravissimi a convincere un ragazzo che aveva tante richieste, anche economicamente più importanti”. L’ex regista ha spiegato che la decisione finale è maturata grazie anche alla famiglia del giocatore: “Sono amico di suo padre e gli ho dato il mio parere sulla Juventus e sulle altre opportunità. Poi la scelta è stata soltanto loro. Kerim è molto più maturo dei suoi 18 anni. È cresciuto in Germania, si è affermato al Salisburgo, ma ha sempre avuto un debole per la Serie A. E la Juve è sempre la Juve”.

Il consiglio di Panic

L’investimento della Juventus, che ha sborsato 30 milioni di euro più 5 di bonus per strapparlo al Bayer Leverkusen, ha ricordato a molti quello fatto nel 2015 per Paulo Dybala. Un paragone che Pjanic accoglie con cautela: “Spero possa seguire le orme di Paulo, ma sarà il campo a parlare. Dybala ha vinto tanto con la Juventus, Kerim è solo all’inizio. Ha grandi potenzialità, ma bisogna lasciarlo crescere senza caricarlo di pressioni”. All’attaccante bosniaco Pjanic ha dato anche un consiglio preciso: “Gli ho detto di pensare soltanto al campo, ascoltare Spalletti e divertirsi. La Juventus è una famiglia e mette i giocatori nelle condizioni migliori per crescere. Ci saranno momenti difficili, come è successo anche a me, ma il club saprà sostenerlo”.