Podolski, a 40 anni la vittoria più dolce: campione con il club tifato dai genitori
Podolski (Shutterstock)
Dal tetto del mondo alla coppa vinta con il club che i suoi genitori hanno sempre tifato: la storia di Podolski
Non ha certo bisogno di presentazioni la storia di Lukas Podolski. Campione del mondo con la Germania nel 2014, oltre ai bronzi nel 2006 e nel 2010, e vice-campione d’Europa nel 2008. Una carriera d’oro con la nazionale, ma anche con i club: ha vinto in Germania con il Bayern Monaco, in Inghilterra con l’Arsenal, in Turchia con il Galatasaray e in Giappone con il Vissel Kobe. La vittoria più dolce è però la più recente, quella arrivata alle porte dei 41 anni con una squadra polacca a secco di titoli dal 1987/88, il Gornik Zabrze.
Il titolo più dolce
Quello conquistato da Lukas Podolski con la squadra polacca è indubbiamente la vittoria più dolce e romantica della carriera. Perché l’ex nazionale tedesco è nato in realtà in Polonia, a Gliwice, da Krystyna, ex nazionale polacca di pallamano, e Waldemar, ex calciatore polacco. Nel 1987, quando Lukas aveva appena due anni, il trasferimento in Germania Ovest, ricordando però sempre le origini. E ricordando quindi anche quel Gornik Zabrze, la squadra che la famiglia Podolski ha sempre tifato e con la quale oggi alle soglie dei 41 anni Lukas è riuscito a vincere un trofeo.
L’avventura in Polonia
Il primo sogno Lukas Podolski lo aveva realizzato in realtà già nel 2021, quando dopo l’ultima esperienza all’Antalyaspor aveva deciso di andare a giocare proprio al Gornik Zabrze, squadra in quel momento a metà classifica del campionato polacco. Dal suo arrivo un ottavo posto, due sesti posti e un nono posto. Fino all’ultima stagione. Quando non solo Podolski è diventato anche azionista del club, ma soprattutto sono cambiati i risultati, fino allo storico trionfo nella Puchar Polski, la coppa nazionale polacca. Ma la stagione non è finita: a quattro giornate ancora da giocare, infatti, il Gornik Zabrzeè ancora in lotta anche per una clamorosa vittoria del campionato che chiuderebbe il cerchio e, forse, la splendida carriera di Podolski.