Mondiale 2026, Girone A: Messico guida, Corea del Sud outsider. Analisi di Repubblica Ceca e Sudafrica
Messico (Shutterstock)
Il Girone A dei Mondiali 2026 — composto da Messico, Corea del Sud, Repubblica Ceca e Sudafrica — è uno dei più equilibrati dell’intero torneo. Nessuna superpotenza assoluta, ma quattro nazionali con identità diverse, storie importanti e ambizioni concrete di qualificazione. La Tricolor parte avanti rispetto alle avversarie e ha l’enorme responsabilità di non deludere i propri tifosi visto che insieme a Stati Uniti e Canada sarà una della nazioni ospitanti. Il ruolo di outsider, invece, spetta alla Corea del Sud, selezione che è cresciuta molto negli ultimi anni e potrebbe giocarsi le proprie chance di qualificazione, così come la Repubblica Ceca, nazionale solida e agguerrita. Un po’ indietro nelle gerarchie, invece, il Sudafrica.
Messico: pressione da Paese ospitante e identità offensiva
I nordamericani, che hanno sconfitto gli Usa 2-1 il 6 luglio 2025 nella finale del trofeo continentale Concacaf, hanno l’onore di aprire il Mondiale nella sfida inaugurale contro il Sudafrica allo Stadio Azteca. Il commissario tecnico, Javier Aguirre, dal 2006 al 2009 all’Atletico Madrid, alterna il 4-2-3-1 al 4-3-3 anche se nelle ultime uscite ha schierato i suoi con il 4-1-4-1. Il Messico può contare su esterni veloci, trequartisti dinamici e una nuova generazione che sta prendendo il posto dei veterani: il mix tra esperienza e freschezza è uno dei punti di forza. In tal senso è emblematica la situazione dei portieri: Guillermo Ochoa, ex estremo difensore della Salernitana, sarà alla sua sesta partecipazione al Mondiale e farà da guardaspalle al più giovane Luis Malagon, numero uno del Club America e Guanto d’Oro nella trionfale Gold Cup 2025. Tra i profili più interessanti spicca il capitano Edson Alvarez, mediano classe ’97 ex Ajax e West Ham oggi in forza ai turchi del Fenerbahçe. I padroni di casa arrivano all’appuntamento con il morale alle stelle e la certezza di poter dire la propria in virtù anche dei recenti pareggi in amichevole contro Portogallo (0-0) e Belgio (1-1), tra le nazionali più attrezzate del torneo. La Tricolor è ormai una presenza fissa nella manifestazione iridata e i risultati migliori sono arrivati nel 1970 e nel 1986 quando il Messico, che ospitava il torneo, si fermò ai quarti di finale. Chissà possa essere di buon auspicio, magari con il sogno di andare addirittura oltre.
Corea del Sud: organizzazione, ritmo e mentalità internazionale
La Corea del Sud sarà il vero ago della bilancia del Girone A. La selezione guidata in panchina dal 57enne Hong Myung-bo, è una delle realtà più solide del calcio asiatico, con una struttura ormai consolidata e una forte cultura tattica. Unica imbattuta nelle qualificazioni asiatiche, ha tutte le carte in regola per passare il turno. Ottenuto il pass Mondiale con il 4-2-3-1, nelle recenti amichevoli contro Costa d’Avorio e Austria il ct ha provato il 3-4-2-1: un esperimento da accantonare viste le sconfitte rispettivamente per 4-0 e 1-0. La stella di Son Heung-min non ha smesso di brillare nemmeno nel campionato statunitense, ma sono di primissima fascia pure l’esterno del PSG Lee Kang-in e l’ex Napoli Kim Min-Jae, il leader difensivo. Per i risultati recenti e la sua storia, ai Mondiali non può essere presa sottogamba. Sempre presente dal lontano 1986, in Qatar è stata eliminata agli ottavi dal Brasile dopo aver battuto nel girone addirittura il Portogallo, mentre nel 2002, da Paese ospitante, conquistò un clamoroso quarto posto eliminando anche l’Italia agli ottavi al Golden Gol, complice anche l’arbitraggio contestassimo dell’ecuadoriano Byron Moreno, e la Spagna ai rigori ai quarti.
Repubblica Ceca: talento europeo e solidità emergente
La Repubblica Ceca è una delle sorprese di questo girone, non tanto per la caratura ma perché è arrivata al Mondiale attraverso i playoff eliminando la Danimarca, favorita secondo i pronostici. A firmare l’impresa è stato il commissario tecnico Miroslav Koubek, 74 anni, che predilige il 3-4-2-1. L’ex romanista Patrik Schick, nonostante la sua discontinuità, resta il giocatore simbolo di una nazionale lontana dai fasti di fine anni Novanta, ma talentuosa e solida. A tal proposito osservati speciali saranno il capitano Ladislav Krejci, centrale in forza al Wolverhampton e due volte in gol negli spareggi, e il trequartista del Lione Pavel Sulc, alle prese con un infortunio al ginocchio ma ancora in corsa per volare al Mondiale. L’ultima partecipazione al torneo iridato risale a 20 anni fa, in Germania, quando la corsa di Nedved e compagni si fermò ai gironi dove conclusero alle spalle di Italia e Ghana.
Sudafrica: atletismo, imprevedibilità e voglia di stupire
Last but not least ecco il Sudafrica. Hugo Broos, 74enne tecnico belga alla guida della selezione dal maggio 2021, parte dal 4-2-3-1 passando al 4-3-3 in base a sfida e avversari. La maggior parte dei convocati gioca in patria e se la stella sarà il centravanti del Burnley Lyle Foster, una possibile sorpresa potrebbe essere rappresentata dall’esterno degli Orlando Pirates, Oswin Appollis. Alla quarta partecipazione ai Mondiali, l’ultima nel 2010 quando ospitarono la manifestazione, i sudafricani vengono da una cocente eliminazione agli ottavi di Coppa d’Africa disputata in Marocco lo scorso dicembre. Non sembrano avere le carte in regola per mettere in difficoltà le altre squadre nel girone.
Mondiale 2026, Girone A: le stelle da tenere d’occhio
Guardando ai singoli, gli astri più luminosi sono senza dubbio l’ex Tottenham Son Heung-min e il gioiello del PSG Lee Kang-in, compagni con la Corea del Sud. Le chance di qualificazione della Repubblica Ceca passeranno invece dalle condizioni di Pavel Sulc: il problema al ginocchio apre un grande punto interrogativo; se sarà presente sarà il leader tecnico e carismatico della squadra, se dovesse dare forfait sarebbe una perdita gravissima per la Nazionale di Miroslav Koubek, che a quel punto dovrà aggrapparsi alla vena realizzativa di Patrik Schick, in Italia con le maglie di Sampdoria e Roma, e ora al Bayer Leverkusen.
Equilibri e scontro diretto chiave
Considerando che il Messico parte davanti a tutti nei pronostici e il Sudafrica sarà probabilmente il fanalino di coda, a giocarsi il pass saranno principalmente Repubblica Ceca e Corea del Sud, motivo per cui sarà importantissimo lo scontro diretto in programma alla prima giornata, l’11 giugno alle ore 20 italiane allo Stadio Akron di Zapopan.
Il pronostico del Girone A del Mondiale 2026
Si prevede un girone tra i più equilibrati del torneo ma, a bocce ferme, dovrebbe essere il Messico a guidare il raggruppamento. Dietro la Tricolor potrebbe piazzarsi o la Repubblica Ceca o la Corea del Sud, anche se potrebbero qualificarsi entrambe visto che ben otto migliori terze su dodici otterranno il pass per gli ottavi. Poche chance, invece, per il Sudafrica.