Mondiale, Trump interviene sui prezzi dei biglietti: “Nemmeno io pagherei così tanto”
Le polemiche sui prezzi dei biglietti dei Mondiali arrivano fino alla Casa Bianca. Donald Trump ha infatti criticato apertamente i costi dei tagliandi per la sfida inaugurale degli Stati Uniti contro il Paraguay, prevista il 12 giugno al SoFi Stadium.
La presa di posizione di Trump
In un’intervista al New York Post, Trump ha ammesso di essere rimasto sorpreso dai prezzi, che secondo il quotidiano avrebbero superato inizialmente i 1.100 dollari per i posti più economici nelle principali categorie. “Mi piacerebbe esserci, ma non li pagherei nemmeno io”, ha dichiarato il presidente americano. Le critiche arrivano mentre la FIFA continua a difendere il sistema dei prezzi dinamici adottato per il torneo organizzato da Stati Uniti, Canada e Messico. Trump ha espresso preoccupazione soprattutto per l’esclusione dei tifosi della classe media: “Vorrei che le persone che mi hanno votato potessero assistere alle partite”.
La difesa di Infantino
Dal canto suo, il presidente FIFA Gianni Infantino ha difeso la strategia commerciale durante la Milken Institute Global Conference di Beverly Hills, spiegando che circa il 25% dei biglietti della fase a gironi sarebbe disponibile sotto i 300 dollari. Secondo Infantino, il mercato statunitense dell’intrattenimento impone prezzi elevati, anche per evitare fenomeni di rivendita a cifre ancora più alte. Il numero uno della FIFA ha anche ironizzato sui prezzi astronomici comparsi online per la finale del 19 luglio al MetLife Stadium, con alcuni biglietti offerti a oltre 2 milioni di dollari.
Grande domanda per i biglietti
Nonostante le polemiche, Trump ha definito il Mondiale “un successo incredibile” dal punto di vista commerciale, ricordando che sarebbero già stati venduti circa 5 milioni di tagliandi. Anche Infantino ha parlato di una domanda enorme, con circa 500 milioni di richieste complessive per assistere alle partite. Parallelamente, però, continuano le accuse di bagarinaggio online e in Europa alcuni gruppi di tifosi hanno presentato un esposto antitrust contro la FIFA, giudicando eccessiva la politica dei prezzi.