Mondiali 2026, non è Messi ma Benjamin Button. E il nono Pallone d’Oro ora è un atto dovuto
Messi, Argentina
Trentanove anni e una Coppa del Mondo strabiliante: i Mondiali 2026 chiudono il dibattito, è Leo Messi il più forte di sempre
«Por la ultima de Leo» cantano i tifosi dell’Argentina ai Mondiali 2026. A cantarlo idealmente però non è solo un Paese ai piedi di colui che si porta dietro l’aura della divinità ma l’intero pianeta, forse con la legittima esclusione del Portogallo dove il dio c’è, porta la 7 sulle spalle e si è forse riscoperto improvvisamente mortale. Immortale, invece, lo è lui: Leo Messi. Trentanove anni sulle ginocchia ma ancora la voglia di illuminare il campo di un ragazzino.
Messi, l’incosciente giovane per eccellenza
Incosciente giovane. Perché Messi non lo sa, o finge di non saperlo, ma quella data di nascita sulla carta d’identità non è che un numero vuoto e insignificante. Non un ostacolo ma se possibile un motivo di forza: come Benjamin Button invecchiando ringiovanisce, come un buon vino migliora con il passare del tempo. Qualcuno lo immaginava sazio dopo il trionfo del 2022 in Qatar, pronto a una passerella finale ai Mondiali 2026 in quella che da qualche stagione è diventata la sua casa calcistica. Ma genio e talento si accendono a comando: impossibile deludere un popolo che brama la leggenda, impossibile non chiudere la propria storia nel modo più epico possibile.
Il Pallone d’Oro un atto dovuto
Impossibile, poi, anche dire come andrà a finire la finale dei Mondiali 2026. Di certo una vittoria regalerebbe a Messi un posto dove forse neanche Maradona è mai arrivato, ma comunque vada a New York c’è una sola certezza: che il Pallone d’Oro a Leo Messi, quello che sarebbe il nono della sua carriera, è un atto dovuto. Perché non può passare sotto traccia quello che questo incosciente trentanovenne sta facendo vedere sul palcoscenico più alto del calcio globale. E perché, che sia a New York o tra qualche mese a Miami o chissà dove, quando un arbitro fischierà ancora tre volte e i riflettori si spegneranno per l’ultima volta su una carriera impossibile da replicare tutti insieme ci troveremo a rimpiangere quello che forse avevamo dimenticato e abbiamo riscoperto in questa Coppa del Mondo: che quando la palla ce l’ha il dieci il calcio ha tutto un altro sapore.