Mondiali 2026, le Nazionali attaccano Ceferin: “Siamo delusi! Respingiamo le sue parole”
Il presidente UEFA Ceferin (Shutterstock)
Aleksander Ceferin è finito nella bufera. Il presidente della UEFA è stato attaccato da 13 squadre partecipanti ai Mondiali che hanno deciso di emettere un comunicato congiunto in cui prendono le distanze dalle sue dichiarazioni riguardo l’allargamento del torneo a 48 squadre. Il numero uno del massimo organo calcistico europeo, infatti, ha definito “un errore” da perte della FIFA aver permesso ad altre Nazionali di prender parte alla competizione, generando così delle partite “di poco interesse”. A firmare la nota pubblicata sono state Capo Verde, Curacao, Giordania, Uzbekistan, Repubblica Democratica del Congo, Haiti, in solidarietà con quelle di Algeria, Tunisia, Marocco, Egitto, Ghana, Senegal, Costa d’Avorio e Sudafrica.
Il comunicato delle 13 Nazionali contro Ceferin
All’interno del comunicato emesso nella giornata di oggi, si legge: “Esprimiamo profonda delusione in seguito alle recenti dichiarazioni del presidente della Uefa, Aleksander Ceferin, riguardo all’espansione della Coppa del Mondo Fifa e alla sua definizione di molte partite come ‘poco interessanti‘”. La nota prosegue poi respingendo le affermazioni e sottolineando l’importanza di tutte e 104 le partite previste per questa edizione del Mondiale: “Respingiamo con rispetto ma fermezza queste affermazioni. Per i nostri paesi, non esiste una partita di Coppa del Mondo che non sia importante. Per Capo Verde, Curacao, Giordania e Uzbekistan, la qualificazione alla Coppa del Mondo rappresenta un traguardo storico e la realizzazione di un sogno condiviso da generazioni. Per nazioni come il Congo e Haiti, il ritorno sul palcoscenico più importante del calcio dopo una lunga assenza ha un significato speciale per milioni di tifosi che hanno atteso anni, e in alcuni casi decenni, per questo momento“.
“Suggerire che queste partite siano in qualche modo meno importanti è profondamente deludente e non tiene conto degli sforzi, dei sacrifici e delle aspirazioni di giocatori, allenatori, club, dirigenti calcistici e tifosi di tutto il mondo. Dietro ogni qualificazione ci sono anni di lavoro e investimenti. Dietro ogni nazionale ci sono intere comunità e milioni di persone che vedono il calcio come fonte di orgoglio, speranza e unità.”
“Il calcio non appartiene a un gruppo ristretto di nazioni. La sua forza deriva dalla sua universalità. La Coppa del Mondo è la più grande competizione calcistica al mondo proprio perché riunisce culture diverse, storie diverse e percorsi calcistici diversi. Per molti paesi, la partecipazione ai Mondiali non è solo un traguardo sportivo. È un momento che ispira una generazione, accelera lo sviluppo del calcio e crea ricordi che durano per sempre”, continua il comunicato.
“Crediamo che ogni nazione che si qualifica meriti rispetto. Ogni squadra si è guadagnata il suo posto per merito. Ogni tifoso ha il diritto di sognare. Ogni partita ha un significato per milioni di persone in tutto il mondo. Pertanto, respingiamo le dichiarazioni del Presidente della Uefa e ribadiamo la nostra convinzione che la crescita del calcio debba continuare a creare opportunità, ispirare le nuove generazioni e rafforzare la natura veramente globale del nostro sport. “Ogni squadra si è qualificata per merito. Ogni partita conta” concludono.