Mondiali 2026, la UEFA non segue la FIFA: la posizione sul ‘Watergate’
Luis Enrique (Shutterstock)
La UEFA ha deciso di non seguire la scelta della FIFA. Nei prossimi campionati gestiti dal massimo organismo europeo, infatti, non ci sarà spazio per l’hydration break. Quei tre minuti di stop obbligatori a ogni metà tempo che spezzano il ritmo della gara e favoriscono le pubblicità, con la scusa di idratare i calciatori per il troppo caldo. La soluzione introdotta da FIFA e IFAB ha ottenuto risultati estremamente negativi, favorendo un dibattito nel mondo del calcio che ha coinvolto anche personalità importanti come Jurgen Klopp e giocatori che stanno giocando il Mondiale con Virgil Van Dijk. Le polemiche scatenate da quello che ha preso il nome di ‘Watergate’ hanno reso più semplice la scelta della UEFA che, nella giornata di oggi, ha deciso di non aprire ai tre minuti di sospensione della partita per l’idratazione dei calciatori. Evitando, di conseguenza, di attirarsi le stesse accuse mosse alla FIFA, ovvero di dare priorità agli sponsor e ai partner commerciali, prima ancora che al calcio e allo spettacolo.
La UEFA non segue la FIFA
La UEFA, a tal riguardo, ha pubblicato un lungo comunicato in cui annuncia di volersi attenere al proprio regolamento, preferendo cooling break dalla durata massima di un minuto e mezzo, lasciando alla discrezionalità dell’arbitro pause che possano superare quel limite. Di seguito la nota dell’organismo europeo: “Se sono previste temperature elevate, si dice che le pause per il raffreddamento o le bevande possano essere messe in atto. In questi casi, il delegato della partita UEFA prenderà la temperatura (…) Questa misura deve essere presa alla fine del riscaldamento delle squadre. Se supera i 28°C WBGT (che tiene conto della temperatura, dell’umidità e del calore radiante nell’ambiente) / 30°C per le competizioni giovanili, o 32°C WBGT / 35°C per le competizioni senior, le pause di raffreddamento saranno messe in atto dal delegato della partita e/o dall’arbitro, in conformità con la regola 7 delle leggi del Gioco IFAB. Qualsiasi altra pausa per bere quando la temperatura è inferiore a queste soglie rimane a discrezione dell’arbitro“.
Anche la LFP segue la Ligue 1
Non la UEFA. Anche la Ligue de Football Professionnel (l’organo che, sotto l’egida della federazione calcistica francese, gestisce e organizza in Francia i campionati di Ligue 1 e di Ligue 2) ha deciso di non seguire la linea dettata dalla FIFA e dall’IFAB: “È l’applicazione delle leggi del gioco dell’IFAB che consente l’istituzione di pause fresche per consentire ai giocatori di bere“, si spiega all’interno dell’istanza francese. Questo è deciso al momento dello svolgimento della partita da parte delle squadre in collegamento con l’arbitro e il delegato. La giustificazione della FIFA è dovuta alle temperature molto elevate, il che non sarebbe il caso della Francia, dove il clima è più temperato“.