Mondiali 2026, Il Tour de France guarda a Miami: la Uno-X fa la “Viking Row” per la Norvegia

Icona Autore Lorenzo Beccarisi
Icona tempo di lettura 2 minuti di lettura
Erling Haaland, Norvegia (Shutterstock)

Erling Haaland, Norvegia (Shutterstock)

Tra una tappa e l’altra del Tour de France, c’è spazio anche per il calcio. I corridori norvegesi impegnati nella Grande Boucle hanno voluto manifestare tutto il loro sostegno alla nazionale femminile della Norvegia, attesa da un importante quarto di finale dei Mondiali 2026 contro l’Inghilterra. Prima della partenza dell’ottava tappa, con partenza da Périgueux e arrivo a Bergerac, nella suggestiva regione francese della Dordogna, gli atleti della formazione Uno-X Mobility hanno regalato un momento di grande entusiasmo ai tifosi presenti. I sette corridori ancora in gara, affiancati dai due compagni danesi della squadra, hanno indossato la maglia della nazionale norvegese, trasformando il villaggio di partenza in una piccola festa all’insegna dell’orgoglio nazionale.

Mondiali 2026, la “Viking row” della Uno-x

A rendere ancora più speciale l’iniziativa è stata l’esecuzione della celebre “Viking row”, la caratteristica “remata vichinga” diventata uno dei simboli del tifo norvegese. Il gesto, ormai noto in occasione delle grandi competizioni sportive, è stato accolto con sorrisi e applausi dal pubblico francese, che ha apprezzato lo spirito di squadra e la spontaneità dei corridori. L’episodio conferma come il Tour de France sia molto più di una semplice corsa ciclistica. La manifestazione rappresenta infatti un grande palcoscenico internazionale, dove discipline diverse si incontrano e gli atleti non perdono occasione per sostenere i colori del proprio Paese anche al di fuori del loro sport. In attesa di affrontare i chilometri della tappa, i corridori norvegesi hanno così inviato un messaggio di incoraggiamento alle connazionali impegnate sul campo da calcio, dimostrando che la passione per la maglia nazionale può unire sport diversi e regalare immagini capaci di conquistare il pubblico ben oltre il risultato della competizione.