Mondiali 2026: Inghilterra-Norvegia, a Miami un epico scontro millenario

Icona Autore Niccolò Di Leo
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Erling Haaland, Norvegia (Shutterstock)

Erling Haaland, Norvegia (Shutterstock)

L’Inghilterra vola a Miami. Questa sera alle 21.00 sarà tempo di quarti di finale. La squadra di Thomas Tuchel si giocherà l’accesso al prossimo turno contro la Norvegia, in una partita che porta con sé un valore sportivo del tutto nuovo, ma un significato storico-culturale millenario. Sui social spopolano video di presentazione al match che richiamano alla storica battaglia che per la prima volta mise l’una contro l’altra le due popolazioni. Il riferimento è al 787. La Cronaca anglosassone racconta che in quell’anno tre navi con la prua a forma di drago approdarono sulle coste del Wessex. Erano i vichinghi, chiamati anche i ‘ladri del mare’, perché spesso dediti a razzie e saccheggi. Per la prima volta le popolazioni nordiche arrivarono sulle coste di uno dei sette regni di Carlo Magno. Si trattò di una prima spedizione esplorativa, alla quale seguì cinque anni dopo la prima invasione: questa volta sulla costa della Northumbria, dove saccheggiarono il prestigioso monastero di Lindisfarne

L’ascesa si Olaf Osso di Corvo

Nel secolo successivo i vichinghi si espansero sul territorio inglese conquistando tutta l’area settentrionale. Nell’878 la situazione si fece critica per gli anglosassoni, con l’inizio della penetrazione dei popoli nordici all’interno del Wessex. Il regno fu vicino al collasso ma la resistenza del re Alfred riuscì a tenerlo in piedi respingendo la minaccia vichinga. Riuscì ad allentarli dalle proprie terre dove fondò  città fortificate e fiorenti mercati al fine di riscuotere imposte sufficienti a mantenere un esercito permanente. Fu l’inizio vero e proprio di uno scontro dalla durata di 250 anni, durante i quali si alternarono battaglie storiche (tra queste la battaglia di Brunanburh del 937), saccheggi e accordi di pace provvisori. Come quello al quale si oppose il terribile re norvegese Olaf Tryggvason (soprannominato Osso di Corvo) che nel 990 guidò un esercito di vichinghi lungo le coste del Kent e dell’Essex. Fu sul finire del millennio che si combatté la battaglia di Maldon: uno degli scontri più importanti e feroci del conflitto bisecolare. 

L’invasione danese capeggiata da Sven Barbaforcuta

Una nuova svolta nella guerra avvenne quando Tryggvason si spostò in Norvegia con l’intento di essere incoronato re di quella terra. Il sospiro di sollievo degli inglesi, che nei vichinghi avevano visto i cavalieri dell’Apocalisse e, quindi, la fine del mondo, durò poco tempo. A prendere il posto di Olaf fu un re ancora più spietato, proveniente dalla Danimarca, Sven “Barbaforcuta“. Si presentò saccheggiando i regni anglosassoni, prima di ideare una nuova strategia: quella di trasformare la Britannia in un regno danese. La strategia cambiò e venne portata avanti dal figlio, Canuto Il Grande, che nel 1016 riuscì a prendere il trono sconfiggendo gli eserciti del monarca britannico Ethelred nella Battaglia di Brentford. Canuto sposo Emma, la vedova di Ethelred, per dar vita a una dinastia di re inglesi e norvegesi. Negli anni seguenti si espande conquista anche la Danimarca e la Norvegia, unificando i territori in un unico enorme impero scandinavo. Il suo progetto di espansione, però, ha durata breve. 

La Battaglia di Stamford Bridge: finisce l’Era Vichinga

Nel 1042 muore e i figli non riescono a tener saldo un regno che si sfalda. La dinastia sassone si riprende il suo posto sul trono anglosassone con Edoardo il Confessore, mentre in Norvegia diventa re il guerriero Harald Hardrada, che pacifica il regno e pianifica un ritorno in Britannia. L’occasione si presenta nel 1066 quando Edoardo il Confessore muore senza eredi e a prendere la corona è il nobile sassone Harold Godwinson. Harald coglie l’occasione. Si allena con Tostig, fratello ribelle del re inglese e con una flotta da 300 navi salpa dalla Norvegia per dare il via all’invasione vichinga. Il 20 settembre del 1066 con la Battaglia di Fulford conquista York e inizia una marcia trionfale destinata a interrompersi di lì a breve. Il 25 settembre 1066  Harold Godwinson marcia da sud a nord con i suoi eserciti e coglie alla sprovvista i vichinghi. Delle 300 navi a disposizione solo 24 tornano in Norvegia con i sopravvissuti, al termine di quella che prenderà il nome di Battaglia di Stamford Bridge: la battaglia che pone definitivamente all’Era Vichinga

Il botta e risposta tra norvegesi e inglesi

Nelle ore che hanno anticipato la partita, negli sfottò classifica tra le due tifoserie, il tema storico è centrale. I norvegesi vantano il loro dominio plurisecolare sugli inglesi che rispondono citando la Battaglia di Stamford Bridge e la vittoria finale sui vichinghi. Un botta e risposta insolito che non riguarda i risultati sportivi e i giocatori, ma che si articola principalmente sul piano storico-culturale, fomentato da video che raccontano queste leggendarie pagine di storia.