Mondiali 2026, quando il cognome resta ma cambia la nazionale: gli Zidane e gli altri casi padre-figlio

Icona Autore Michele Cerrotta
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Zidane, Shutterstock

Luca Zidane con l’Algeria raccoglie l’eredità di papà Zinedine, campione del mondo con la Francia: una storia già vissuta da altre famiglie ai Mondiali 2026

I cognomi sono gli stessi, le maglie no. I Mondiali 2026 riportano sul palcoscenico della Coppa del Mondo la famiglia Zidane, ma questa volta non con Zinedine e nemmeno con la Francia. A rappresentare il cognome è infatti Luca Zidane, convocato dall’Algeria, il Paese d’origine del nonno. Un passaggio di testimone che attraversa vent’anni di storia mondiale e che ha già avuto diversi precedenti.

Da Zizou a Luca

Se Zinedine Zidane è entrato nella storia trascinando la Francia al titolo mondiale nel 1998 e disputando un’altra finale nel 2006, Luca ha scelto un percorso diverso. Il portiere veste infatti la maglia dell’Algeria, nazionale con cui ha deciso di onorare le proprie origini familiari e con la quale ha giocato ai Mondiali 2026. Una scelta che ha inevitabilmente acceso il dibattito, soprattutto dopo la difficile prova contro l’Argentina, seguita dagli spalti proprio dal padre. Ma per la famiglia Zidane il ritorno ai Mondiali rappresenta soprattutto un nuovo capitolo, scritto con una nazionale diversa rispetto a quella che ha reso celebre Zizou.

Una storia già vista

Quello degli Zidane non è però un caso isolato. Anthony Elanga, oggi protagonista con la Svezia, segue le orme del padre Joseph, convocato dal Camerun ai Mondiali del 1998 senza però scendere in campo. Percorso simile anche per Rio Mavuba. Il padre Ricky fece parte della spedizione dello Zaire nel 1974 senza collezionare presenze, mentre il figlio riuscì a giocare con la Francia ai Mondiali del 2014. C’è poi la famiglia AlcantaraMazinho conquistò il titolo mondiale con il Brasile nel 1994, mentre il figlio Thiago ha disputato la Coppa del Mondo con la Spagna nel 2018. Tra i portieri spicca invece il caso dei VasiljVladimir fu convocato dalla Croazia ai Mondiali del 1998 e del 2002 senza esordire, mentre il figlio Nikola difende la porta della Bosnia ai Mondiali 2026. Anche Jan Kozák e suo figlio condividono questo particolare primato: il padre partecipò ai Mondiali del 1982 con la Cecoslovacchia, mentre l’omonimo figlio rappresentò la Slovacchia nel 2010.

Il primo precedente

Per trovare il primo padre e figlio protagonisti della Coppa del Mondo con due nazionali diverse bisogna tornare alle origini della competizione. Nel 1934 Martí Ventolrà fu convocato dalla Spagna, mentre nel 1970 il figlio José Vantolrà prese parte ai Mondiali con il Messico. Un precedente che, oltre novant’anni dopo, trova un nuovo capitolo nella storia della famiglia Zidane.