Mondiali 2026, sempre in finale dal 1974 ma New York è a rischio: interviene la Francia
La straordinaria storia dell’agricoltore francese Philippe Galzin ai Mondiali 2026: da cinquant’anni non perde una finale
La storia della Coppa del Mondo è fatta non solo di grandi partite e campioni, ma anche di piccole vicende personali che ne raccontano il lato più umano. Ogni edizione porta con sé racconti che mostrano quanto il calcio sia capace di unire e fermare, almeno per qualche giorno, il normale scorrere della vita quotidiana. È ciò che sta accadendo anche in vista deiMondiali 2026, e lo sa bene Philippe Galzin.
Una storia incredibile
La vicenda di Philippe Galzin è quella di una passione diventata tradizione: da Germania 1974 a Qatar 2022, sognando i Mondiali 2026. Settantadue anni, agricoltore in Francia, ha costruito nel tempo un’abitudine quasi irripetibile: non perdersi mai una finale della Coppa del Mondo. Dal 7 luglio 1974 a Monaco di Baviera fino al 18 dicembre 2022 a Lusail, la sua presenza è stata una costante assoluta. «All’epoca era più facile trovare i biglietti. Nel 1974 lo acquistai direttamente allo stadio la mattina della partita», ha raccontato. Da allora, ogni quattro anni, ha fatto di tutto pur di esserci.
Caccia al biglietto
Per Philippe Galzin la finale del Mondiale è diventata un appuntamento irrinunciabile, anche a costo di sacrifici personali e vacanze rimandate. «Ho sempre sacrificato parte del budget delle vacanze, ma ho avuto la fortuna di avere una famiglia che ha sempre compreso la mia passione», ha spiegato. E avrebbe voluto la stessa cosa anche per i Mondiali 2026. Per la finale del 19 luglio 2026 a New York, però, la situazione si è complicata: al momento non è riuscito a ottenere un biglietto. Dopo cinquant’anni di presenza ininterrotta, il rischio è quello di vedere interrompersi una tradizione unica. Una speranza, però, resta aperta: la federazione francese avrebbe promesso che, in caso di qualificazione dei Bleus alla finale, un posto sarebbe riservato proprio a lui.