Morata, il racconto shock sull’arrivo al Milan e il rapporto con Mourinho: “Nessuno immagina quanto…”
Alvaro Morata, Spagna (Shutterstock)
Alvaro Morata, attaccante del Como, è stato ospite al podcast “El camino de Mario” dove si è raccontato a 360° e senza filtri. Nella lunga chiacchierata lo spagnolo ha ripercorso alcuni momenti della sua vita e della sua carriera complicati, come quello che ha preceduto l’arrivo al Milan, e altri che ricorda con affetto e divertimento rivelando anche dei retroscena.
Morata, l’arrivo al Milan e la depressione
“Quando arrivai per la presentazione al Milan prendevo dei farmaci. Nella mia testa non riuscivo a realizzare nulla di tutto quello che stava accadendo – ha spiegato – Andai via dall’Atletico Madrid quando mi resi conto di aver perso la testa dopo una partita di Champions League contro il Borussia Dortmund. Sono caduto in depressione”. L’addio ai Colchoneros ha segnato molto Morata, parlandone ha spiegato di aver provato un senso di colpa che lo ha spinto a interrompere così quella parentesi professionale: “Che considerazione avrà oggi l’Atletico di me? Non lo so. Mi fa male essere andato via proprio quando credo che finalmente mi avessero capito e apprezzato. Sinceramente, penso di essere partito per un senso di colpa. L’Atletico è sempre tra i migliori club del mondo”. A aiutarlo a superare la depressione, oltre agli affetti più cari, anche compagni di squadra in Nazionale e amici come Iniesta e Koke.
Morata, l’aneddoto su Mourinho
Durante l’intervista c’è stato spazio anche per il divertimento, lo spagnolo ha raccontato un aneddoto legato ai tempi del Real Madrid quando sulla panchina c’era Mourinho: “Ho comprato la mia prima Golf e mio padre mi disse: ‘Non portarla agli allenamenti nei primi giorni perché la graffierai’. Mi consigliò di usare una Seat Ibiza piuttosto vecchia che avevamo, che a volte si spegneva e aveva bisogno di essere spinta. Un giorno, al campo di allenamento, non so quale compagno di squadra mi stesse aiutando, e per caso passò l’allenatore e mi chiese: ‘È questa la macchina che hai?’ Rimasi in silenzio. Mi disse: ‘Qualcuno del club ti chiamerà domani’. Mi chiamarono dal club e mi portarono in una concessionaria Audi così potei scegliere la macchina che volevo”. Poi, proseguendo, ha aggiunto: “L’allenatore disse che dovevo avere anche una macchina. Pensai: ‘Cavolo, se scopre che ho una macchina a casa…’ Mi diedero un’Audi A5 perché l’allenatore lo aveva detto. Si prese cura di me in modo incredibile”.
Morata e il rapporto con Mourinho
Il tecnico portoghese ha avuto un ruolo importante nella vita professionale di Morata, è con lui che ha debuttato al Real Madrid ed è sempre lui che lo ha voluto in squadra. Su questo, ha rivelato un altro aneddoto: “C’è una storia molto bella. Per la finale di Champions League tra Inter e Bayern al Bernabéu, il giorno prima si allenarono a Valdebebas. Ricordo che io e la mia squadra eravamo lì e ci facemmo una foto con Mourinho prima dell’inizio dell’allenamento, e io rimasi a guardare tutta la sessione da solo. Lui mi si avvicinò e mi disse: ‘Sei l’unico rimasto. Forse ci vedremo tra un po”. Ero in vacanza con la mia famiglia, ero appena arrivato a Marbella e, subito dopo, Chendo mi chiamò e mi disse: ‘Senti, devi andare in America con la prima squadra’. Pensavo fosse uno scherzo, ma era Mourinho che aveva firmato per il Real Madrid e mi aveva convocato per il ritiro pre-campionato. Ho fatto il mio debutto con il Real Madrid, ho iniziato a giocare con loro e lui mi ha dato quell’opportunità, qualcosa che non si dimentica mai. Mourinho è un fenomeno. Nessuno immagina quanto sia divertente in privato, con le persone a lui più vicine. Ogni volta che lo vedo, ci facciamo una bella risata insieme”.
Infine, a proposito del ritorno di Mourinho sulla panchina dei Blancos, ha detto: “Ha un equilibrio fantastico tra l’essere un incredibile motivatore e un eccellente manager di gruppo. Ovunque sia stato, ha sempre vinto o è andato vicino a vincere. E al Real Madrid, che ha sempre bisogno di vincere, penso che farà molto bene”.