Italia, Mancini: “Perdonatemi il ‘tradimento’. Vi spiego cosa ho in mente…”
Mancini, Shutterstock
Tempo di ripartenza in casa Italia. Questo pomeriggio, nella sede federale di Via Po, Roberto Mancini ha ufficialmente inaugurato la sua seconda era da commissario tecnico della Nazionale. Dal trionfo europeo del 2021 alle dimissioni choc del 2023 per l’avventura saudita, il tecnico jesino torna a guidare gli Azzurri con l’obiettivo di riportarli nell’élite mondiale. Una conferenza stampa vissuta inevitabilmente sotto il segno del passato, tra la voglia di rilanciare il progetto tecnico e la necessità di ricucire il rapporto con i tifosi dopo il “tradimento” di tre anni fa.
Mancini sul tradimento del 2023
“Volevo evitarvi un po’ di fatica. Riguardo a quanto successo tre anni fa credo che ci sia stata mancanza di comunicazione tra me e il presidente Gravina, sono dispiaciuto perché parlandone a quattro occhi si poteva risolvere. lo sono innamorato della maglia della nazionale, è come quando perdi la donna della tua vita perché hai commesso un errore. Mi dispiace per questo, ma la sorte grazie al presidente Malagò mi permette di riscattarmi e non vedo l’ora di farlo. Se ho chiarito con Gravina? L’ho fatto in passato, la responsabilità è stata la mia. Se ci fossimo parlati prima forse avremmo chiarito”.
Mancini sulla ripartenza
“Dovremo cercare di ripartire da quanto fatto negli anni scorsi. Io sono l’allenatore della nazionale e quindi ci sta anche avere il tifo contro, spero che la squadra possa giocare così bene da ricevere il perdono per quanto è successo tre anni fa. Le polemiche ci sono sempre state per un ct, anche quelle che ci sono ora passeranno. Io porto l’esempio di Zaniolo. Lo convocai quando non aveva nemmeno esordito in Serie B e al primo raduno faticò molto. Dopo due mesi era un altro giocatore. Questo è l’obiettivo, individuare i giocatori migliori e farli crescere. Io quando sono arrivato sono stato cinque anni, che sono tanti. Questo è il mio ruolo preferito, spero di poter vincere uno o anche due trofei importanti e spero di poter restare anche dopo. Se le Under dovranno giocare tutto nello stesso modo? Contano gli uomini perché bisogna adattarsi ai giocatori a disposizione, non puoi adottare un sistema di gioco che non rientra nelle caratteristiche dei calciatori. Credo che l’Under 21, Under 20, Under 19 e Under 18 debbano avere lo stesso sistema di gioco”.
Poi sui tre anni passati: “I tre anni senza perdere e l’Europeo vinto furono fantastici, purtroppo poi c’è stata l’eliminazione, forse era arrivata già prima con il girone in cui arrivammo secondi senza perdere, bastava qualche episodio fortunato con i rigori di Roma e Basilea. Ma sono convinto che dal passato si possono sfruttare gli errori per ripartire. Il mio unico obiettivo è cercare di rendere l’Italia competitiva da subito. Sono molto voglioso di ripartire e di tornare a divertirmi“. Poi ricorda Vialli: “Luca è qui. Abbiamo raggiunto un obiettivo straordinario, forse abbiamo festeggiato anche poco. Ora puntiamo al Mondiale: quando l’Italia va al Mondiale diventa favorita anche se non lo è“.
Italia al Mondiale
“Quando noi siamo partiti mi ricordo il 95% dei giornalisti che ci ritenevano l’ottava squadra d’Europa. Se l’Italia va al Mondiale come dovrebbe, diventa una delle squadre da battere, anche se arriva da non favorita diventa pericolosa.Nostro obiettivo è formare una squadra pericolosa il prima possibile“.
Mancini sulla Nations League e sugli stage
“Sarà un girone difficile: Vogliamo che lo sia anche per i nostri avversari. Non vediamo l’ora di confrontarci con le altre squadre. I problemi sugli stage li hanno tutti i ct, non solo io. Quando lo feci io, portammo 50 ragazzi che in quel momento non giocavano. Era un modo per portarsi avanti. Molti di quei ragazzi chiamati a suo tempo, si trovano ora nelle Under“.
Mancini sull’attacco
“Mi auguro che tutti possano segnare i gol di Immobile, che è stato un attaccante molto importante per la mia squadra e non solo. Secondo me non siamo messi così male, tra bomber ed esterni abbiamo diverse soluzioni. Tra l’altro si tratta di ragazzi giovani che possono ancora crescere. Kean l’ho fatto esordire io e lo conosco molto bene“.