L’Albania riparte da un allenatore italiano: di chi si tratta
Albania (Shutterstock)
La Federcalcio albanese ha annunciato il divorzio con il brasiliano Silvinho e il ritorno all'”italian job”, scegliendo l’ennesimo allenatore italiano dopo Dossena, De Biasi, Panucci e Reja. Stiamo parlando di Rolando Maran, allenatore trentino classe 1963, ex tra le altre di Catania, Chievo, Cagliari, Genoa, Pisa e Brescia. A presentarlo il numero 1 della Federazione, Armando Duka che ha annunciato la firma di un contratto biennale, indicando tra gli obiettivi “il primo posto in Nations League e la qualificazione agli Europei”.
Maran nuovo ct dell’Albania: “Un grande onore”
“Desidero ringraziare il presidente per avermi affidato un incarico per me di grande importanza. Ringrazio anche Sylvinho e gli faccio i complimenti per il lavoro svolto. Ho seguito con attenzione la nazionale albanese e ha fatto grandi cose – le parole di Maran –. Il presidente mi sta dando l’opportunità di guidare una nazionale che rappresenta un popolo molto fiero. È un grande onore per me e la promessa è quella di trasmettere in campo questo grande amore per la nazione e per questa maglia. Io e il mio staff daremo il massimo. È un impegno morale, un’emozione fortissima, perché ciò che provo per questa missione è qualcosa di molto intenso – ha aggiunto –. Voglio una squadra aggressiva. Dobbiamo dimostrare di essere forti in campo. Questo è il mio DNA, e voglio trasmetterlo in ogni partita. Allenare questa nazionale è come allenare un club, perché c’è un forte senso di appartenenza. Conosco molti giocatori albanesi, ho seguito la nazionale in molte partite e ho parlato anche con il mio amico e ottimo allenatore Gianni De Biasi – dice parlando di uno dei suoi predecessori -. Mi ha dato alcuni consigli e spunti che credo mi saranno utili. Se non pensassi che possiamo raggiungere gli obiettivi, non sarei qui. Non sarà facile, ma ovviamente le possibilità di successo ci sono. Con quello che questa squadra ha, possiamo fare di più, anche contro squadre che sulla carta potrebbero essere più competitive. Ho in mente tutti, compresi i giocatori della Nazionale Under 21. Il Mondiale e l’Europeo sono il vostro sogno e il mio. Faremo del nostro meglio per ottenere il risultato che tutti desideriamo. Mi trasferirò qui. È la prima cosa di cui abbiamo parlato con il presidente, perché se voglio allenare bene questa squadra, devo vivere qui”.