Serie A, cosa succede se… Tutte le situazioni ancora in bilico nell’ultima giornata

Icona Autore Vincenzo Lo Presti
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Serie A (Shutterstock)

Novanta minuti per decidere una stagione. La Serie A arriva all’ultima giornata con ancora verdetti pesantissimi da emettere: dalla lotta per la Champions League fino alla corsa salvezza. È una delle chiusure di campionato più tese e imprevedibili degli ultimi anni, con diverse squadre racchiuse in pochi punti e destini ancora completamente intrecciati.

Lotta Champions: Roma e Milan hanno il destino nelle proprie mani

La corsa al quarto posto resta il tema centrale di questo finale di stagione. La Roma di Gian Piero Gasperini ha conquistato il proprio match point dopo il successo nel derby (2-0 con doppietta di Gianluca Mancini) e il contemporaneo passo falso della Juventus contro la Fiorentina. Adesso i giallorossi hanno il destino nelle proprie mani: vincere al Bentegodi contro l’Hellas Verona già retrocesso significherebbe garantirsi la qualificazione alla prossima Champions League, risultato che cambierebbe radicalmente anche le strategie estive. I soldi europei rappresentano infatti molto più di un semplice premio sportivo. Per la Roma significherebbe blindare giocatori chiave come Paulo Dybala e Lorenzo Pellegrini, oltre a dare forza al progetto tecnico costruito attorno a Gasperini. Senza Champions, invece, il club sarebbe costretto a ragionare con maggiore prudenza sul mercato, anche a causa dei vincoli del Fair Play Finanziario. A quota 70 punti c’è pure il Milan che ha rialzato la testa battendo 2-1 il Genoa a Marassi grazie al rigore di Nkunku e al sigillo di Athekame. I rossoneri di Massimiliano Allegri chiuderanno il proprio campionato al Meazza contro il Cagliari che proprio lo scorso turno ha festeggiato la salvezza aritmetica battendo 2-1 il Toro in casa.

Juve e Como, vincere potrebbe non bastare

La sconfitta interna contro la Fiorentina (0-2) ha invece complicato enormemente i piani della Juve. I bianconeri si trovano davanti a uno scenario che fino a poche settimane fa sembrava impensabile: l’Europa League come destino quasi inevitabile. Una mancata qualificazione alla Champions avrebbe conseguenze enormi sui conti del club e accelererebbe una profonda rivoluzione tecnica e societaria. Il rapporto ormai logoro tra Luciano Spalletti e Damien Comolli è soltanto la punta dell’iceberg. Sullo sfondo ci sono possibili cessioni eccellenti, la necessità di alleggerire il monte ingaggi e il rischio concreto di perdere competitività anche sul mercato internazionale. Alla Signora battere il Toro nel derby potrebbe dunque non bastare: servirebbe infatti una sconfitta del Milan o della Roma per poter sperare di centrare la qualificazione alla coppa dalle grandi orecchie. Stesso discorso vale per il Como di Cesc Fabregas, a quota 68 come la Juve, tornato in corsa srazie al successo al Sinigaglia contro il Parma firmato Alberto Moreno.  

Corsa salvezza Serie A: tensione altissima tra Lecce e Cremonese

Se la lotta Champions accende i riflettori economici e tecnici, la corsa salvezza mette in gioco la sopravvivenza sportiva dei club coinvolti. A novanta minuti dalla fine ogni dettaglio può diventare decisivo: differenza reti, scontri diretti, tensione psicologica e capacità di reggere la pressione. Le squadre impegnate nella bagarre salvezza sono Lecce e Cremonese, divise da un solo punto, 35 contro 34, e reduci dalle vittorie esterne rispettivamente contro Sassuolo (2-3 all’ultimo respiro) e Udinese (0-1). Nell’ultimo turno i salentini ospiteranno il Genoa di Daniele De Rossi mentre i lombardi affronteranno nel derby dello Zini i lariani di Cesc Fabregas. In caso di arrivo a pari punti, eventualità che si verificherebbe con il ko dei giallorossi e il pareggio dei grigiorossi, a decretare la terza retrocessa della Serie A dopo Pisa e Verona sarebbe lo spareggio.