Brasile 2014: il 7-1 storico e il trionfo della Germania nel tempio del calcio
Brasile 2014, Shutterstock
Sono passati 12 anni eppure solo a sentir parlare di quella gara la ferita si riapre subito. Del resto è quello che accade quanto un evento è così traumatico da rimanere impresso nella mente per sempre. Il 9 luglio del 2014 non sarà mai una data come le altre per i tifosi del Brasile che in quella notte di Belo Horizonte hanno vissuto la più amara sconfitta della storia della Nazionale verdeoro.
Brasile-Germania e la profezia di José Maria Marin
La Nazionale era quella di Scolari, piena zeppa di campioni come solo il Brasile sa essere: Julio Cesar, Maicon, David Luiz, solo per citarne alcuni e, la Germania, era quella di Joachim Löw con giocatori del calibro di Hummels, Lahm, Khedira, Schweinsteiger, Ozil, Kroos, Muller, Klose, insomma una corazzata bella e buona che però doveva pur sempre confrontarsi con il “Brasile imbattibile”. “Solo una catastrofe ci impedirà di vincere”, aveva detto prima del torneo José Maria Marin, il capo della federcalcio brasiliana, ed effettivamente la catastrofe c’è stata.
Brasile-Germania, una semifinale da 29 minuti
Può una semifinale di un Mondiale durare appena 30 minuti? A quanto pare sì perché esattamente dopo 29 minuti la Germania aveva rifilato già ben cinque gol al Brasile: Muller ad aprire, poi Klose, poi la doppietta di Kroos e poi ancora la rete di Khedira, una valanga senza precedenti che si abbatteva minuto dopo minuto ma, il peggio doveva ancora arrivare. Nel secondo tempo le lancette sembrano non scorrere mai per la Nazionale di Scolari che crolla sotto il peso della doppietta di Schurrle che fissa il punteggio sul 7-0 tedesco. La beffa arriva poi al minuto 89 con la rete di Oscar che segna il più amaro dei gol della sua carriera che non alleggerisce di certo il punteggio: Brasile 1, Germania 7. Una catastrofe, appunto, visto che in 100 anni di storia mai la Nazionale brasiliana aveva incassato 7 gol. L’ultima volta che il Brasile aveva subito un crollo simile risaliva infatti addirittura al 1929, quando subì 6 reti per mano dell’Uruguay.
Crollo Brasile, una sconfitta impossibile da dimenticare
Un crollo verticale, inimmaginabile nonostante le pesanti assenze di Neymar e Thiago Silva, inspiegabile per portata ma riassunto bene nei titoli dei giornali di all’ora: “Vergogna”, “Massacro”, “Imbarazzo” solo per citarne alcuni. Il grande Brasile era crollato sotto il peso della pressione, sotto il peso di dover vincere quasi di diritto. “Quando è finita la partita, volevo sotterrarmi in una buca e non tornare mai più”, aveva detto Fred, “Anche oggi, quando mi sdraio, è inevitabile che ci pensi. Immagino il giorno in cui morirò. Quando al telegiornale annunceranno che ‘Júlio César, il portiere del 7-1, è deceduto’”, queste le parole quasi incredibili di Júlio César solo qualche anno dopo. Semplicemente “il giorno più brutto della mia vita”, aveva riassunto Scolari.
Germania super con il suo re Miro Klose
Dall’altro lato a festeggiare era la Germania, la super Nazionale che è riuscita a umiliare i “campeões” e che ha festeggiato i suoi di campioni. Soprattuto Miro Klose che quella sera, segnando il gol del 2-0, ha siglato il numero 16 al Mondiale superando Ronaldo e laureandosi capocannoniere, record ancora imbattuto. Del resto una vittoria così rimarrà per sempre indimenticabile, così come la sconfitta che vibra ancora nei cuori dei tifosi verdeoro.