Mondiali 2026, la trovata di Tuchel contro il caldo: saune e vacanze ai Caraibi
Anche la vacanza diventa funzionale al lavoro. L’ultima trovata di Thomas Tuchel potrebbe rivelarsi una grande intuizione o, forse, un’enorme sciocchezza. A deciderlo sarà il campo e le sentenze che il giudice supremo del mondo del calcio esprimerà. L’Inghilterra è stanca di collezionare secondi posti. Solo negli ultimi due Europei la nazionale dei Tre Leoni ha perso contro l’Italia e contro la Spagna, aggiungendo due medaglie d’argento alla propria – inutile – collezione. Per questo motivo la FA ha deciso di puntare sul prodotto straniero, su quel Thomas Tuchel che in carriera ha vinto anche a livello continentale, che conosce il calcio inglese e che può portare il club a compiere quello step che serve per alzare al cielo il secondo Mondiale della sua storia.
Le soluzioni di Tuchel per il caldo
In tal senso, il lavoro di Thomas Tuchel fino a oggi si è rivelato particolarmente dettagliato. Basti guardare l’ultimo invito fatto ai giocatori dell’Inghilterra convocati per il Mondiale. Il c.t. inglese, infatti, ha spinto i suoi calciatori a partire in vacanza per mete come i Caraibi o in America con l’obiettivo di farli abituare al clima che troveranno durante la loro spedizione in Stati Uniti, Messico e Canada per la Coppa del Mondo. Quella che sembra una soluzione eccessiva da parte di Tuchel è in realtà perfettamente in linea con il lavoro svolto dall’allenatore. Stando a quanto emerge dall’Inghilterra, infatti, l’ex Chelsea non si sarebbe limitato solo a quello. Nel corso degli ultimi mesi, infatti, avrebbe raccomandato ai suoi giocatori di installare saune e camere iperbariche nelle loro case. Li avrebbe fatti allenare in tendoni riscaldati, per simulare l’effetto serra degli stadi più proibitivi. E avrebbe prescritto loro delle pillole digitali da inserire per il monitoraggio della temperatura corporea.
Tuchel ha imparato dal ’94
La temperatura sarà, inevitabilmente, un fattore durante il Mondiale. La lezione di USA ’94 è stata imparata dagli allenatori e dai calciatori, meno dagli organizzatori del torneo che nelle ultime due edizioni hanno scherzato con il clima. I 40° gradi costanti di 32 anni erano un problema all’ora e lo saranno ancora oggi. Il rischio è quello di veder calare drasticamente la resistenza dei calciatori in campo con il passare di minuti, rovinando lo spettacolo man mano che si va avanti nella competizione. A vincere, quindi, non sarà solo chi è più forte, ma anche chi – come sta facendo Tuchel con l’Inghilterra – ha preso in considerazione tutti i fattori e sarà pronto a superare ogni ostacolo: in campo e climatico.