Milan, il no di Rangnick e la ricerca del ds: due i favoriti

Icona Autore Iacopo Erba
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Ralf Ragnick, Austria

Ralf Ragnick, Austria (Shutterstock)

Più che una semplice ricerca di uomini, quella del Milan sembra essere diventata la ricerca di una nuova identità. Mentre la dirigenza (quasi inesistente a dire il vero) continua a lavorare sull’allenatore, con Matthias Jaissle che resta una candidatura concreta per il dopo-Allegri, il club ha incassato un rifiuto pesante sul fronte manageriale. Ralf Rangnick, individuato come possibile architetto della ricostruzione rossonera, ha scelto di non proseguire la trattativa. Alla base della decisione ci sarebbe la distanza sulle responsabilità operative e la mancata garanzia di poter gestire in autonomia l’intera area sportiva, oltre che un ritardo nel chiudere giudicato inaccettabile.

Krosche favorito

L’uscita di scena dell’attuale commissario tecnico dell’Austria non ha però cancellato la linea tracciata da Cardinale. In cima alla lista dei possibili direttori sportivi c’è infatti Markus Krosche, dirigente che negli ultimi anni si è distinto per la capacità di coniugare competitività e sostenibilità. All’Eintracht Francoforte ha costruito squadre capaci di ottenere risultati importanti e generare plusvalenze attraverso la crescita e la successiva cessione dei talenti. Da Kolo Muani a Marmoush, passando per Lindstrøm, il suo metodo di lavoro rappresenta uno dei modelli più studiati nel panorama tedesco. Inoltre, il suo passato al Lipsia lo colloca in orbita Red Bull, la stessa di Glasner e Jaissle: un punto di contatto importante per poter dialogare eventualmente con entrambi.

Resiste Ozek

Se Krosche rappresenta l’esperienza, Devin Ozek incarna invece la nuova generazione dei dirigenti europei. Classe 1995, poliglotta e con un percorso già ricco di esperienze internazionali, è stato tra le figure coinvolte nel progetto che ha portato il Bayer Leverkusen di Xabi Alonso ai vertici del calcio tedesco. Dopo la conclusione della sua avventura al Fenerbahce, il suo nome è entrato con forza nei radar del Milan. Il profilo è diverso rispetto a quello di Krosche, ma risponde alla stessa esigenza: individuare una figura moderna, capace di lavorare sui dati, sullo scouting e sulla costruzione di valore tecnico ed economico nel lungo periodo.