Spalletti dopo Juve-Rennes: “Se non vinco non sono felice”

Icona Autore Chiara Scatena
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Luciano Spalletti, Juve (Shutterstock)

Luciano Spalletti, Juve (Shutterstock)

Luciano Spalletti ha commentato ai microfoni di Sky il pareggio per 2-2 della Juventus contro il Rennes in Europa League, soffermandosi sull’episodio del gol annullato a Lucumì, sulla prestazione della squadra e sugli aspetti da migliorare. Sull’arbitraggio, il tecnico ha espresso qualche perplessità: “Arbitro molto bravo, un po’ meno nella scelta di questo episodio. Non so le regole, ma per come è successo c’è un po’ di interpretazione. Ci sono rimasto male: lui vede arrivare la palla e ha tutto il tempo di scegliere cosa fare. Sbaglia il gesto, non perché qualcuno gli dà noia. Per dare forza alla ricerca del gol, mi sembrava giusto così”.

Sull’infortunio di Celik

Spalletti ha poi analizzato il gioco della squadra, sottolineando i progressi ma anche le difficoltà ancora presenti: “Siamo un po’ abituati, è un problemetto che viene da lontano: non ci si sente a nostro agio a prendere campo. Dobbiamo andare alla stessa velocità della palla che va indietro, è lei che comanda. Oggi però abbiamo fatto già bene, scegliendo diverse volte l’uno contro uno. Il ritmo è stato buono, ma abbiamo preso due gol che non dovevamo concedere”. Preoccupano anche le condizioni di Celik, che ha accusato un problema muscolare: “Ha sentito un indurimento, recuperarlo in due giorni la vedo dura”.

I dettagli fanno la differenza

L’allenatore ha quindi ribadito la necessità di migliorare sotto il profilo della continuità e della concretezza: “I calciatori hanno risposto molto bene, oggi ci hanno messo un po’ di più e ci manca ancora roba. Continuo a non dormire, anche se abbiamo fatto meglio. Se non vinco non sono felice: quando ci capitano le situazioni lì davanti bisogna andare a prenderle”. Infine, Spalletti ha evidenziato come siano spesso i dettagli a fare la differenza: “Non mi tiro indietro, però bisogna colmare quel pezzettino in più per ambire a risultati continuativi. Il primo gol si può evitare, sul secondo si va a fare calcio d’angolo. Il risultato è frutto di scelte individuali per delle banalità”.