Il capolavoro dei “Sincaraz”: La finale del Roland Garros 2025
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5 ore e 29 minuti di meraviglia
Parigi arrivava a quell’ultimo atto con aspettative enormi. Da una parte Sinner, numero 1 del mondo, dominante per tutto il torneo e autore di un percorso quasi perfetto. Dall’altra Alcaraz, campione in carica, capace ancora una volta di esaltarsi nei grandi appuntamenti. Entrambi erano arrivati in finale lasciando pochissimo agli avversari, ma nessuno poteva immaginare ciò che sarebbe successo in quelle oltre cinque ore di gioco.
L’inizio della finale sembrò indirizzare tutto verso il campione italiano. Sinner entrò in campo con una lucidità impressionante: servizio preciso, risposta aggressiva e ritmo infernale da fondo campo. Alcaraz faticava a trovare contromisure e il primo set prese rapidamente la direzione dell’altoatesino. Anche nel secondo parziale, Jannik continuò a comandare gli scambi con una sensazione di controllo quasi totale.
Poi il match cambiò improvvisamente volto.
Alcaraz iniziò lentamente a riaccendere il Philippe-Chatrier: una smorzata, un recupero impossibile, un’accelerazione in corsa. Lo spagnolo riuscì a riaprire la partita e il terzo set segnò la svolta emotiva della finale. Da quel momento, ogni game diventò una battaglia mentale oltre che tecnica.
Ma il momento destinato a entrare nella storia arrivò nel quarto set.
I 3 match point di Sinner
Sul punteggio di 5-3 in favore di Sinner, con Alcaraz al servizio, l’italiano ebbe tre match point consecutivi per conquistare il suo primo Roland Garros. Il Philippe-Chatrier tratteneva il respiro, ma proprio lì emerse tutta la forza mentale dello spagnolo. Alcaraz annullò tutti e tre i match point, trascinando il pubblico dentro una delle rimonte più incredibili degli ultimi anni.
Da quel momento il match si trasformò in qualcosa di irreale. I due iniziarono a spingersi oltre ogni limite fisico, regalando scambi interminabili e colpi spettacolari. Sinner continuava a colpire con ferocia da fondo campo, mentre Alcaraz variava continuamente il gioco cercando di spezzare il ritmo dell’azzurro.
Nel quinto set, dopo oltre cinque ore di battaglia (la finale più lunga nella storia del Roland Garros), si arrivò al super tie-break finale. Ed è proprio lì che Alcaraz giocò forse il miglior tennis della sua carriera: lo spagnolo dominò completamente il tie-break, chiudendo con un clamoroso 10-2 e lasciando il Philippe-Chatrier senza parole. Un livello di tennis semplicemente perfetto, fatto di accelerazioni imprendibili, difese impossibili e totale lucidità nei momenti decisivi.
Con quel successo, Carlos Alcaraz conquistò il suo secondo Roland Garros consecutivo. Ma quella sera lasciò soprattutto una certezza: il tennis aveva trovato la rivalità destinata a segnare la prossima epoca.