“L’Ultimo Tango a Parigi” di Rafa Nadal: il 14° Roland Garros
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L’ultimo Roland Garros di Rafael Nadal non fu semplicemente una vittoria. Fu un testamento sportivo.
Maggio 2022. Arrivato a Parigi, nonostante la vittoria in Australia qualche mese prima e i 13 titoli già in bacheca, Nadal non partiva da favorito assoluto come in passato. I problemi fisici, infatti, continuavano a tormentarlo, il piede sinistro lo costringeva a convivere con il dolore e molti si chiedevano se fosse ancora in grado di reggere due settimane sulla terra battuta. A 36 anni, con il corpo segnato da una carriera irripetibile, il re di Parigi sembrava più vulnerabile che mai.
Eppure, come spesso accaduto nella sua carriera, Nadal trasformò i dubbi in energia positiva.
Il percorso verso il titolo
Il suo cammino iniziò con una vittoria agevole contro Jordan Thompson (triplo 6-2), seguita dai successi su Corentin Moutet (6-3/6-1/6-4) e Botic van de Zandschulp (6-3/6-2/6-4).
Agli ottavi arrivò la prima vera prova contro Felix Auger-Aliassime, al tempo allenato da suo zio Toni. Fu una battaglia intensa, risolta soltanto al quinto set dopo oltre quattro ore di gioco.
Da quel momento il torneo assunse i contorni della leggenda.
Nei quarti di finale Nadal affrontò Novak Djokovic, campione in carica e numero uno del mondo. Era la sfida che tutti aspettavano, una ‘finale anticipata’. In una notte parigina diventata immediatamente storia del tennis, Rafa vinse in quattro set (6-2/4-6/6-2/7-6) al termine di oltre quattro ore di battaglia, regalando al Philippe-Chatrier uno degli spettacoli più memorabili dell’era moderna.
In semifinale Alexander Zverev riuscì a tenergli testa in un primo set durato più di un’ora e mezza, prima che un terribile infortunio alla caviglia del tedesco mettesse fine al match. Nadal raggiunse così la sua quattordicesima finale a Parigi.
La finale contro Ruud
L’ultimo ostacolo era Casper Ruud, uno dei giocatori che più avevano studiato e ammirato Nadal durante la crescita. La finale, però, non ebbe storia.
Rafa dominò dall’inizio alla fine imponendosi 6-3 6-3 6-0 in poco più di due ore.
Con quel successo conquistò il suo quattordicesimo Roland Garros e il ventiduesimo Slam della carriera, un record che sembrava irraggiungibile solo pochi anni prima.
Ma più dei numeri, a restare impressa è l’immagine di Nadal che solleva ancora una volta la Coppa dei Moschettieri. Stanco, dolorante, ma vincente. Come se il Philippe-Chatrier fosse sempre stato casa sua.
Fu l’ultima volta che il mondo vide Rafael Nadal trionfare a Parigi. E forse non poteva esserci finale più adatto per il più grande giocatore che la terra battuta abbia mai conosciuto.