Roland Garros 2026: alla scoperta del secondo Major dell’anno
Copyright (c) 2025 Leonard Zhukovsky/Shutterstock
Il fascino del Roland Garros nasce proprio dalle sue condizioni uniche. La terra battuta parigina è lenta, pesante, logorante: allunga gli scambi, esalta la costruzione del punto e costringe i giocatori a trovare soluzioni continue. Anche il clima può fare la differenza. Tra vento, umidità e temperature variabili, il Philippe-Chatrier cambia volto di giorno in giorno, influenzando rimbalzi e velocità della palla. Vincere a Parigi, più che altrove, significa essere completi.
E mai come quest’anno il grande favorito sembra avere un nome preciso: Jannik Sinner. L’azzurro arriva al Roland Garros nel momento più alto della sua carriera, dopo una stagione semplicemente dominante, in cui ha conquistato i primi cinque Masters 1000 dell’anno, imponendosi anche sulla terra battuta negli ultimi tre appuntamenti della categoria. L’ultimo capolavoro è arrivato proprio a Roma, dove ha trionfato, per la prima volta, davanti al pubblico di casa, confermando una crescita impressionante anche sulla superficie che in passato sembrava la meno naturale per il suo tennis.
Sinner si presenta così a Parigi con una continuità quasi perfetta, una tenuta mentale ormai da navigato numero uno e una gestione dei momenti chiave che oggi lo rende senza dubbio il giocatore da battere.
A cambiare gli equilibri del torneo sarà anche l’assenza di Carlos Alcaraz. Lo spagnolo, che ha già vinto due volte il Roland Garros e che negli ultimi anni aveva dimostrato di poter essere devastante sulla terra battuta, non sarà presente e lascia inevitabilmente un vuoto enorme nel tabellone. Senza di lui, il secondo favorito naturale potrebbe diventare Alexander Zverev, finalista a Parigi in passato e da sempre molto competitivo su questa superficie.
Ma attenzione agli outsider. Arthur Fils arriva con entusiasmo, fisicità e un tennis sempre più maturo: giocare in casa potrebbe trasformarlo in uno dei nomi più pericolosi del torneo. Anche Daniil Medvedev, nonostante la terra sia da sempre la superficie meno preferita, sembra aver trovato maggiore fiducia. Oppure Casper Ruud, che resta uno specialista assoluto della superficie e arriva da settimane solide, culminate con l’ottimo percorso a Roma (finale), e a Parigi ha già dimostrato più volte di poter spingersi fino in fondo.
Il Roland Garros, del resto, è spesso il torneo delle sorprese, delle maratone e delle consacrazioni definitive. Ed è proprio questo che lo rende uno degli appuntamenti più affascinanti dell’intera stagione.
Ora non resta che aspettare l’inizio del main draw e capire se Parigi sarà davvero il palcoscenico del definitivo dominio di Sinner o se qualcuno riuscirà a cambiare il copione.