Djokovic elogia l’Italia per criticare la Serbia: “Un’occasione sprecata…”
Novak Djokovic- Shutterstock
Il cammino di Wimbledon sta mettendo ancora una volta a nudo le fragilità del tennis serbo, una situazione che ha spinto Novak Djokovic a una profonda e amara riflessione sullo stato del movimento nel suo Paese. Rimasto l’unico rappresentante della propria nazione a Londra dopo una serie di eliminazioni precoci al debutto, il campione di Belgrado ha espresso tutto il suo rammarico per la mancanza di una struttura federale capace di raccogliere l’eredità dei successi dell’ultimo ventennio, citando esplicitamente l’Italia come modello virtuoso da seguire.
Djokovic e l’esempio dell’Italia
Djokovic non ha usato giri di parole per evidenziare come la Serbia non sia riuscita a capitalizzare l’epoca d’oro dei suoi campioni, legando i risultati esclusivamente agli sforzi delle singole famiglie piuttosto che a una programmazione statale: “Non credo che la Serbia abbia sfruttato il successo del proprio tennis negli ultimi 20 anni per creare un sistema in grado, come quello italiano, di produrre giocatori di alto livello. È stata un’occasione d’oro, perché c’è stata una generazione che ha sfornato tre o quattro dei migliori giocatori al mondo in un periodo di tre o quattro anni. Quale altro Paese può vantare una cosa simile?“. L’ex numero uno del mondo ha poi ricordato le enormi difficoltà logistiche che tuttora penalizzano le nuove leve: “Siamo un piccolo Paese che non ha una tradizione tennistica. Un tempo, Ana, Jelena, Ziki ed io eravamo i numeri uno al mondo. Abbiamo vinto la Coppa Davis, giocato la finale di Fed Cup, eppure la nostra nazione non ha un Centro Nazionale di Tennis. Realisticamente, non abbiamo le condizioni a livello statale per tutti questi ragazzi“.
L’appello di Djokovic
Nonostante il bilancio deficitario del primo turno, che ha visto tra l’altro l’eliminazione di Miomir Kecmanovic per mano di Jannik Sinner, Djokovic ha voluto spendere parole d’incoraggiamento per la giovanissima Teodora Kostovic, sconfitta all’esordio da Aryna Sabalenka: “Grazie a Dio, non abbiamo perso tutti. È stata una lotta serrata. Ed è stata una lotta serrata per la vittoria di tutti noi, almeno per Misha. Ho visto Teodora solo per un breve periodo durante il riscaldamento. È molto giovane. Un successo fantastico per lei, le si stanno aprendo le porte del tennis mondiale. Penso che sia sulla strada giusta, tutto sta andando per il meglio, si sta dirigendo verso la Top 100 del mondo”. L’analisi finale resta però un severo monito per il futuro dello sport serbo: “Sono tutti casi individuali, come lo eravamo noi. Abbiamo avuto l’opportunità di fare qualcosa per 20 anni, purtroppo non è stata riconosciuta e così è andata. Bisogna anche iniziare qualcosa a livello statale, non tutto può essere fatto individualmente“.