Wimbledon 2026, Djokovic attacca: “Calendario troppo pesante, così non va”

Icona Autore Chiara Scatena
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Novak Djokovic- Shutterstock

Novak Djokovic supera il primo turno di Wimbledon, ma deve faticare più del previsto contro Wu Yibing, imponendosi in quattro set con il punteggio di 6-4, 5-7, 6-4, 6-4.

La critica al calendario

Al termine del match, il serbo ha acceso i riflettori su un tema sempre più dibattuto: il calendario del tennis. Secondo Djokovic, il numero crescente di infortuni è strettamente legato a una programmazione troppo fitta e orientata principalmente agli interessi economici. “Le statistiche mostrano chiaramente che gli infortuni sono in aumento. Si continuano ad allungare i tornei e ad aggiungere eventi in un calendario già saturo“, ha spiegato, sottolineando come molti giocatori, tra cui Carlos Alcaraz, abbiano più volte denunciato il poco tempo trascorso a casa. L’ex numero uno del mondo ha quindi invocato una profonda riforma del circuito, criticando l’attuale organizzazione dei Tour e i continui contrasti tra gli organi di governo del tennis. Pur riconoscendo il ruolo centrale dei tornei dello Slam, Djokovic ritiene necessario ripensare calendario, format e regolamenti per garantire un futuro più sostenibile allo sport.

La necessità di attrarre più giovani

Il serbo si è poi detto contrario ai tabelloni estesi che hanno allungato la durata di molti tornei, sostenendo che i maggiori ricavi finiscano soprattutto nelle casse degli organizzatori e non dei giocatori. Infine ha posto l’accento sulla necessità di conquistare un pubblico più giovane: secondo uno studio promosso dalla PTPA, l’età media degli appassionati di tennis è di 61 anni. Per questo Djokovic propone di rendere i tornei del circuito più dinamici, con partite più brevi e formule capaci di coinvolgere maggiormente le nuove generazioni, pur preservando la tradizione e il prestigio degli Slam.