Sinner-Norrie, Giorgio Armani Tennis Classic 2026: il ritorno del Re

Icona Autore Vincenzo Lo Presti
Icona tempo di lettura 2 minuti di lettura

Jannik Sinner (Shutterstock)

A quasi un mese dal malore accusato al secondo turno del Roland Garros contro l’argentino Juan Manuel Cerundolo che ne ha causato l’eliminazione a un passo dalla vittoria, alle 15.30 Jannik Sinner torna in campo contro Cameron Norrie al Giorgio Armani Tennis Classic. Dopo il consulto degli esperti, l’altoatesino è tornato gradualmente ad allenarsi e ora vuole alzare il livello in vista del debutto a Wimbledon, quando sarà chiamato a difendere il titolo conquistato lo scorso anno in finale contro Carlos Alcaraz, alle prese con l’infortunio al polso e fuori dai giochi. Il numero uno al mondo non è sceso in campo ad Halle né al Queen’s e nemmeno in altro 500, ma il debutto sull’erba dell’All England Club si avvicina (29 giugno) e vuole farsi trovare pronto. Il tradizionale torneo d’esibizione ospitato dall’esclusivissimo Hurlingham Club di Londra, giunto alla sua 26ª edizione, non ha un tabellone e le partite si decidono al meglio dei tre set con un super tie-break a 10 a sostituire il terzo parziale. L’obiettivo del Little Wimbledon (su invito) è quello di dare la possibilità di misurarsi sull’erba prima del debutto nel torneo dello Slam. 

Precedenti Sinner-Norrie

Un solo precedente sul circuito maggiore tra Sinner e Norrie, che si ritrovano dopo il successo dell’azzurro ai sedicesimi del 1000 di Madrid, quando l’italiano si è imposto con il punteggio di 6-2 7-5.

Analisi Sinner-Norrie

Nonostante lo stop forzato, Sinner resta il grande favorito. L’altoatesino prima dell’infortunio al Roland Garros aveva un ruolino impressionante e non intende fermarsi. Norrie, invece, resta uno dei giocatori più sottovalutati del circuito. Mancino, dotato di un tennis poco spettacolare ma estremamente efficace, è capace di togliere ritmo agli avversari e di sporcare le traiettorie come pochi altri. Negli anni ha costruito buona parte dei suoi migliori risultati proprio grazie alla sua capacità di trasformare le partite in battaglie tattiche e mentali. Non possiede la potenza devastante dei grandi bombardieri, ma compensa con una straordinaria solidità da fondo campo e con una resistenza agonistica che spesso mette in difficoltà anche i giocatori più talentuosi.