Lazio, la protesta imperversa: abbonamenti fermi a quota 1600

Icona Autore Iacopo Erba
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Lotito, Shutterstock

Il muro tra la Lazio e la sua tifoseria non accenna a sgretolarsi. La campagna abbonamenti procede a rilento e i numeri raccontano una realtà difficile da ignorare: il rapporto tra il club e gran parte dei suoi sostenitori resta ai minimi termini. Se il mercato è praticamente fermo, anche la risposta del pubblico sembra essere la conseguenza di un malcontento che da mesi accompagna la gestione biancoceleste: al centro delle proteste c’è, ovviamente, il presidente Claudio Lotito.

I numeri certificano il malessere

Come riporta Il Tempo, nella seconda fase dedicata ai rinnovi con diritto di prelazione, aperta fino al 21 luglio, le tessere sottoscritte sarebbero appena 1.600. Un dato che stride con le quasi 30mila registrate nella scorsa stagione e che rappresenta un campanello d’allarme per la società. Il club spera in un’inversione di tendenza con l’apertura della vendita libera, ma il distacco rispetto ai numeri del passato appare, almeno per ora, enorme.

La protesta non si ferma

Dietro questi numeri c’è una contestazione che continua a incidere in maniera evidente. Secondo il quotidiano romano, diversi tifosi avrebbero rinnovato l’abbonamento soltanto per non perdere il proprio posto all’Olimpico, senza avere però l’intenzione di assistere alle partite. Un segnale forte nei confronti della proprietà di Claudio Lotito, mentre il boicottaggio promosso dai gruppi organizzati della Curva Nord e della Tribuna Tevere continua a condizionare il clima attorno alla Lazio. Se non arriveranno risposte convincenti dal club, il rischio è che anche nella prossima stagione lo stadio presenti un colpo d’occhio ben lontano da quello che ci si aspetta da una piazza di questo livello.