Antonelli e l’esame di guida: quando rischiò di non prendere la patente
Kimi Antonelli, Mercedes (Shutterstock)
Kimi Antonelli è campione del mondo. A Città del Messico il talento bolognese ha riscritto la storia del motorsport automobilistico diventando il più giovane pilota di sempre a vincere un campionato di Formula 1 e riportando l’Italia sul tetto del mondo 73 anni dopo l’ultimo successo firmato Ascari. Alla sua seconda stagione in F1 Kimi Antonelli ha sparigliato le carte. Come ha detto anche Jannik Sinner nel video-messaggio che gli ha dedicato. Il classe 2006 è riuscito a rendere orgogliosa una nazione, diventando un fenomeno generazionale. “Un eroe italiano” per dirlo alla Valentino Rossi. Uno che di talento e di talenti se ne intende.
Le caratteristiche di Kimi Antonelli
Come lui guidava sulle due ruote, d’altronde, Antonelli guida sulle quattro. La tenacia e la cattiveria sono caratteristiche che Kimi porta con sé solo in gara e nel lavoro quotidiano. Come quando ha dovuto compiere un sorpasso su Leclerc in una gara in cui correre rischi era sconsigliato, ma che allo stesso tempo regala l’opportunità di diventare campione del mondo vincere arrivando a podio alle spalle di Verstappen ed Hamilton.
Kimi Antonelli e l’ansia per la patente
Eppure, nella vita di tutti i giorni Kimi Antonelli è un altro. Un ragazzo sicuramente determinato, ma anche timido e semplice. Un giovane appena ventenne che fuori dal mondo della Formula 1 soffre come tutti quell’ansia da prestazione davanti agli esami della vita. Compreso quello per la Patente B. In un’intervista rilasciata al Corriere della Sera, Sara Giusti, ingegnere della motorizzazione civile di San Marino, ha raccontato il retroscena del giorno in cui il giovane campione ha sostenuto con lei il classico esame per la patente. In quel periodo Kimi era già un pilota di Formula 1, eppure davanti al volante e ai pedali di una semplicissima automobile ha pagato quell’ansia che tutti avvertono quando hanno l’esaminatore alle spalle.
L’esame di guida di Kimi Antonelli
“Per l’esame teorico si era preparato tantissimo. Aveva fatto un solo errore sulle luci di stazionamento, una domanda difficile che in tanti sbagliano. Da una parte aveva fretta di sostenere e superare la prova per i suoi impegni in Formula 1, dall’altra si è impegnato con la massima dedizione. Proprio per le sue esigenze siamo dovuti andargli incontro, organizzando una sessione apposita”.
L’errore alla guida durante l’esame
Sara Giusti ha poi raccontato l’esame di guida di Kimi Antonelli, svelando anche un errore commesso durante la guida: “Alla guida era molto nervoso, agitatissimo e molto emozionato. Di rimando era molto prudente, perché conseguire la patente per lui era di primaria importanza. A San Marino la patente B permette in automatico a tutti i neopatentati giovanissimi di guidare auto di grossa cilindrata. Non era abituato a guidare con il cambio manuale. L’unico errore? Non ha messo una freccia in un sorpasso, ma non è un errore che porta in automatico alla bocciatura”. L’esilarante ironia della sorte. L’unico errore commesso da un pilota di Formula 1 durante l’esame di guida per la patente è stato in fase di sorpasso. Non mettendo la freccia Kimi ha rischiato, ma quanto meno la macchina davanti la avrà superata in grande stile.