Formula 1, Kimi Antonelli è campione del mondo: 73 anni dopo Ascari

Icona Autore Niccolò Di Leo
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Antonelli, Formula 1

Antonelli, Formula 1 (Shutterstock)

Kimi Antonelli si arrampica sul tetto del mondo: settantatré anni dopo il trionfo di Alberto Ascari, un pilota italiano torna ad alzare al cielo il titolo iridato di Formula 1, sbriciolando ogni record di precocità. A soli vent’anni, il talento bolognese scrive una pagina d’storia eterna diventando il più giovane campione del mondo nella storia del Circus. Il verdetto definitivo è arrivato sul traguardo di Città del Messico, dove Antonelli ha sigillato la sua memorabile annata al volante della Mercedes cogliendo il terzo posto. Un podio dal sapore leggendario, arrivato proprio alle spalle di Lewis Hamilton — l’icona di cui ha ereditato il sedile in scuderia quando aveva appena diciassette anni — e di Max Verstappen, il fuoriclasse di cui sta ricalcando le orme. In Messico la Formula 1 si tinge ufficialmente di tricolore.

Il racconto della gara: strategia, duelli e il brivido della bandiera rossa

La gara messicana si accende fin dallo stacco della frizione, con un avvio subito infuocato tra Lewis Hamiltone Charles Leclerc. Il monegasco forza la staccata per prendersi la leadership, toccando la vettura del compagno di squadra e tagliando la traiettoria: una manovra che gli vale la prima posizione ma sfilaccia il gruppo, facendo scivolare l’inglese al terzo posto alle spalle di un opportunista Max Verstappen. La Direzione Gara punisce Leclerc con 5 secondi di penalità. La corsa prosegue su ritmi lineari fino al 23° giro, quando la Red Bull opta per una strategia di pit stop estremamente aggressiva che proietta virtualmente Verstappen davanti a Ferrari e Mercedes.

Sul fronte Mercedes, Kimi Antonelli firma un capolavoro di gestione gomma: il classe 2006 prolunga il primo stint fino al 41° giro mantenendo ritmi indiavolati e la testa della corsa. Al 42° passaggio il pilota italiano effettua la sua sosta, anticipando di pochissimo il pauroso incidente di Valtteri Bottas: al finlandese cede la struttura dell’anteriore, scagliando la vettura fuori strada e provocando prima l’ingresso della Safety Car e subito dopo una bandiera rossa che interrompe la gara per quasi un’ora.

La seconda partenza

Alla seconda partenza da fermo sulla griglia, Verstappen difende il comando davanti ad Hamilton, mentre Leclerc scatta forte prendendosi la terza piazza a discapito di Antonelli. La reazione del futuro campione del mondo non si fa attendere: al 49° giro l’italiano sferra l’attacco decisivo e supera il monegasco, andato in profonda sofferenza con le coperture dopo un bloccaggio e costretto a guardarsi anche dal rientro di Lando Norris.

Un nuovo colpo di scena si verifica al 59° giro con l’uscita di strada di Arvid Lindblad, che finisce a muro costringendo i commissari a neutralizzare di nuovo la corsa. Alla ripartenza del 62° passaggio, Hamilton tenta l’assalto disperato a Verstappen staccando Antonelli, solido in terza posizione. Il fuoriclasse olandese gestisce il margine e taglia per primo il traguardo precedendo l’inglese, ma a far esplodere la festa al parco chiuso è Kimi Antonelli, ufficialmente consacrato Re della Formula 1.