Formula 1, 19 anni di astinenza: il 21 ottobre 2007 l’ultimo Mondiale Ferrari
Raikkonen, Ferrari 2007 (Shutterstock)
Il 21 ottobre di 19 anni fa Kimi Raikkonen diventava campione del mondo di Formula 1 con la Ferrari: è ancora oggi l’ultimo titolo
Un anno e qualche mese dopo il Mondiale di calcio vinto dall’Italia a Germania 2006 la Ferrarivinceva il titolo di campione del mondo in Formula 1 con Kimi Raikkonen, arrivato appena un anno prima a Maranello per sostituire una leggenda come Michael Schumacher. Cosa hanno in comune queste due vittorie in due sport così lontani tra loro? Che entrambe hanno rappresentato l’ultimo momento in cui due eccellenze del Bel Paese sono salite sul tetto del mondo. L’Italia del calcio da allora è sprofondata in un tunnel di mediocrità tra Mondiali falliti e qualificazioni svanite e rari picchi, su tutti l’Europeo di Mancini. L’Italia dei motori, invece, si è dovuta accontentare di briciole e sogni costantemente infranti, prima di ritrovare entusiasmo lontano da Maranello, nella Mercedes a lungo rivale, grazie al talento straripante di Andrea Kimi Antonelli.
Il Mondiale di Raikkonen
Il 21 ottobre 2007 la Ferrari saliva per l’ultima volta sul tetto della Formula 1. Lo faceva grazie a un pilota finlandese entrato poi nella leggenda del Motorsport. Il nome, per uno strano caso del destino, è lo stesso di chi oggi si appresta a laurearsi campione del mondo ad appena vent’anni: Kimi. Il cognome, neanche a dirlo, è Raikkonen. La vittoria nel Gran Premio del Brasileconsegnò al pilota Ferrari il suo primo e unico titolo mondiale della carriera, in una stagione segnata dalla forte rivalità tra Maranello e Mercedes e tante polemiche. La Rossa vinse nove delle diciassette gare stagionali tornando a vincere il titolo piloti che mancava dal 2004.
Il tentativo di sabotaggio
La Ferrari iniziò vincendo tre delle prime quattro gare stagionali di Formula 1, due con Massa. La McLaren però segnalò alcune possibili irregolarità, l’indagine non portò ad alcuna penalità ma costrinse Maranello a rivedere un sistema di zavorre mobili che era stato introdotto per migliorare la stabilità della monoposto. La Ferrari perse così un piccolo bagaglio tecnico, ma soprattuto si fece venire il dubbio che qualcuno stesse remando contro dall’interno. Alla vigilia dell’appuntamento di Monaco, quinta gara stagionale,uno dei mercatini Ferrari notò residui di polvere accanto ai bocchettoni delle due monoposto. Da lì le auto vennero smontate e fu trovato fertilizante in polvere a base di fosforo nei due serbatoi, una sostanza che avrebbe alterato il carburante portando a sanzioni o addirittura danneggiamenti alle vetture. I sospetti furono confermati dalle indagini: Nigel Stepney, tecnico inglese, non solo aveva tentato il sabotaggio ma anche inviato i progetti delle auto a Mike Coughlan, progettista McLaren, a causa di un malcontento dettato dalla mancata promozione da capo meccanico a direttore tecnico.
La stagione
McLaren fu indagata e non punita: non ci furono riscontri in merito a eventuali similitudini nelle due monoposto. La scuderia inglese migliorò però notevolmente le proprie prestazioni, con Ferrari che si limitava quindi a tenere il passo. Nel team britannico si aprì però una serrata rivalità tra il campione del mondo in carica Fernando Alonso e Lewis Hamilton, al so primo anno in Formula 1 e già estremamente competitivo. I problemi tra i due andarono oltre la pista: lo spagnolo rivelò a Ron Denis, numero 1 McLaren, di essere venuto a conoscenza dai dipendenti del team di alcune informazioni trapelate dalla Ferrari. Denis avvisò la FIA per evitare il peggio e i piloti iniziarono a collaborare con la Federazione per evitare sanzioni individuali. McLaren fu costretta a pagare 100 milioni di multa e a vedersi azzerare tutti i punti nel mondiale costruttori, mentre la collaborazione dei piloti evitò sanzioni nell’altra classifica. La stagione andò avanti e a due gare dalla fine Hamilton aveva 107 punti, Alonso era secondo a 12 lunghezze e Raikkonen era terzo a -17.
Il finale
Nel Gran Premio di Cina il primo match point fu sprecato da Hamilton, che si insabbiò all’entrata della pit-lane in una gara in cui sarebbe bastato arrivare secondo. Raikkonen vinse davanti ad Alonso, rimandando il verdetto all’ultima gara. Hamilton rimaneva favorito: Alonso avrebbe dovuto vincere e sperare che il compagno di squadre arrivasse al massimo terzo, Raikkonen doveva vincere e sperare in Alonso al massimo terzo e Hamilton al massimo sesto. La Ferrari voleva la doppietta e la ottenne, mentre dietro succedeva di tutto: Hamilton perse posizioni al via e si ritrovò diciottesimo per un problema al cambio dopo otto giri. Di fatto fuori dai giochi per il titolo, Raikkonen divenne virtualmente campione del mondo nel momento del sorpasso al compagno di squadra Massa con l’obiettivo di congelare le posizioni. Hamilton salì in settima posizione, ma staccato di un giro e costretto a sperare in almeno due forfait dei piloti davanti. Forfait che non arrivarono, dando il via alla bandiera a scacchi a una festa interrotta sul nascere.
Indagine e festa
Al termine della gara la festa fu interrotta da un’investigazione legata a un cavillo tecnico relativo alla temperatura della benzina della Williams di Rosberg e delle BMW di Kubica e Heidfeld, le tre vetture arrivate dopo Raikkonen, Massa e Alonso e prima di Hamilton. Gli steward decisero che non erano necessari ulteriori provvedimenti e la festa potè ripartire nel box Ferrari. Nessuno, però, poteva imaginare che nei successivi diciannove anni – e chissà quanti altri ancora – nessun altro pilota del team di Maranello avrebbe potuto festeggiare il mondiale di Formula 1.