L’avventura di Rafael Leao al Milan è arrivata al termine. Dopo 291 presenze in 7 anni, 80 gol e 65 assist, l’esterno portoghese ha deciso di seguire l’onda del rinnovamento in casa rossonera e dire addio al club nelle prossime settimane. Talento mai espressosi al massimo delle sue qualità, nonostante gli ottimi numeri a supporto, anche he in una stagione in cui è stato il miglior marcatore della squadra su di lui sono piovute critiche pesantissime. I fischi di San Siro nelle ultima partite casalinghe dell’anno sono state la goccia che ha portato Leao a maturare la scelta di dire addio. Poco disponibile per la squadra, spesso superficiale e lezioso. Queste sono le definizioni che tifosi e addetti ai lavori gli hanno riservato. Definizioni che cozzano con i dati, ma non con il contesto.
Leao vuole uscire dalla comfort zone
Leao ha sempre garantito gol e assist, ma il suo vero talento non si è mai visto. All’età di 27 anni, dopo numerosi treni persi, oggi Leao ha deciso di lasciare il Milan e lanciarsi in un altro campionato. Ai microfoni di Sport TV parla di una nuova sfida, una nuova avventura che potrebbe dargli altri stimoli e svegliare, magari, quel fuoco che in rossonero non ha mai espresso. Tutti aspettano Leao da troppo tempo. Dopo una prima metà di carriera ricca di se e di ma, ora è arrivato il momento di fare sul serio. Milano è stata troppo a lungo la sua comfort zone.
Le parole d’addio di Leao
“Penso di aver dato al Milan tutto quello che potevo dare. È stato un club che mi ha aiutato molto a crescere, che mi ha sostenuto nei momenti difficili. Sono felice di essere riuscito a scrivere il mio nome nella storia del club. Desidero provare una nuova sfida in un nuovo campionato. E se questo dovesse accadere, ne sarei molto felice e soddisfatto, perché significherebbe che ho fatto il mio lavoro nel migliore dei modi“.