Lazio, Sarri allo scoperto: “Sentito poco ascoltato. Sul futuro…”

Icona Autore Luigi Trapani Lombardo
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Maurizio Sarri, allenatore della Lazio (Shutterstock)

Maurizio Sarri esce allo scoperto. Il tecnico della Lazio, al termine di una stagione che lui stesso ha definito “devastante”, ha rilasciato una serie di dichiarazioni che lasciano poco spazio all’interpretazione: il rapporto con la società scricchiola, e la permanenza sulla panchina biancoceleste è tutt’altro che scontata.

“Mi sono sentito non ascoltato”

Non sono particolarmente contento, perché mi sono sentito non ascoltato”, ha detto Sarri ai microfoni di Sky Sport dopo la vittoria con il Pisa. “C’è un contratto in essere, quindi nei prossimi giorni valuteremo il tutto”. Un contratto che ha ancora due anni di vita, ma che potrebbe non bastare a tenere insieme le parti se le distanze non verranno colmate. “Vorrei essere più ascoltato. C’è stato dialogo su cose poco importanti e poco dialogo su cose che ritengo importanti”.

La frecciata in conferenza

In conferenza stampa il tecnico è andato ancora più a fondo: “A Formello puoi battere pugni quanto vuoi, non ti ascolta nessuno. Era stato detto che a gennaio avrei avuto facoltà di incidere sul mercato, ma così non è stato”. Una frecciata diretta alla dirigenza, con Sarri che però precisa di non pentirsi del ritorno: “Ho preso l’impegno che sarei arrivato in fondo e l’ho mantenuto”.

“Popolo laziale nel cuore”

A fare da contraltare alle tensioni societarie c’è il rapporto viscerale con la tifoseria, che Sarri ha voluto celebrare con parole intense: “Il popolo laziale ha etichette stupide. È un popolo stupendo, mi sono innamorato. Come con Napoli, mi sono sentito uno di loro, uno del popolo che la domenica andava in panchina a rappresentarli. Indipendentemente da come finirà questa storia, ho il popolo laziale nel cuore e ce lo terrò”.