Mondiali 2026, la prima di Mbaye è già nella storia: talento da predestinato benedetto da Mbappé
Ibrahim Mbaye (Shutterstock)
Chi è il giovane calciatore del Senegal protagonista ai Mondiali 2026 e già detentore di importanti record
La Francia batte il Senegal nell’esordio ai Mondiali 2026, ma non c’è spazio per esaltare solo l’ennesima doppietta di Kylian Mbappé. Perché qualcosa più di una riga distratta a fine articolo la merita Ibrahim Mbaye, esterno del Senegal che sulla carta d’identità recita una data di nascita che non lascia dubbi: 24 gennaio 2008. Appena diciotto anni e già un gol al Mondiale per chi ha già davanti a sé la strada del predestinato.
Chi è Ibrahim Mbaye
Diciotto anni da compiere, ma il talento del Senegal che si è messo in mostra nell’esordio ai Mondiali 2026 può contare già un palmares da fare invidia a mezza Europa. Due Champions League, due Ligue 1, una Supercoppa UEFA, una Coppa Intercontinentale e una Coppa di Francia. Perché Ibrahim Mbaye è cresciuto calcisticamente nel Paris Saint-Germain e perché con i transalpini gioca ancora oggi, e con un ruolo tutt’altro che marginale. Non è un caso allora che sia Mbappé, che il PSG lo ha lasciato da due anni, che Barcola e altri calciatori della Francia abbiano dedicato dopo il triplice fischio un sorriso e un abbraccio per chi per qualche istante aveva provato a mettere in dubbio la vittoria dei transalpini segnando il suo primo, storico gol a un Mondiale.
L’uomo dei record
Che la strada fosse quella del predestinato lo aveva del resto capito già Luis Enrique, che lo aveva fatto esordire in Ligue 1 da titolare a 16 anni, 6 mesi e 23 giorni il più giovane di sempre a raggiungere un traguardo simile con il PSG. Ora, con l’esordio ai Mondiali 2026, è arrivato un altro record per il giovane franco-senegalese che, a 18 anni, 4 mesi e 23 giorni, è diventato il più giovane giocatore africano a realizzare una rete in Coppa del Mondo, nonché il quarto più giovane di sempre dietro a Pelé (Brasile 1958), Manuel Rosas (Messico 1930) e Gavi (Qatar 2022). Non male, per Ibrahim Mbaye: un nome di cui sentiremo parlare ancora a lungo.